Con l’inflazione risalita sopra il 3% per i rincari dell’energia, l’IRPEF torna a trattenere una quota crescente degli aumenti di stipendi e pensioni: è il fiscal drag, il drenaggio fiscale che si produce quando scaglioni e detrazioni non seguono i prezzi.
Il meccanismo interessa i rinnovi contrattuali e la rivalutazione delle pensioni del biennio 2026-2027, mentre la Legge di Bilancio 2027 è ancora in preparazione e l’imposta non prevede alcun adeguamento automatico al costo della vita.
Il conto è più alto per il ceto medio da lavoro dipendente, perché sull’aumento lordo scattano insieme l’aliquota del secondo scaglione e il calo di due detrazioni.
In sintesi:
- l’Istat (comunicato del 16 settembre 2026) rileva un’inflazione del 3,3% ad agosto, dal 2,9% di luglio, con i beni energetici in crescita del 17,1% su base annua;
- la Banca d’Italia (proiezioni del 12 giugno 2026) prevede prezzi al consumo in aumento del 3,1% nel 2026 e del 2% nel 2027;
- con uno stipendio che recupera l’inflazione, un dipendente con 36mila euro di imponibile versa circa mille euro di IRPEF in più nel biennio rispetto a un’imposta con soglie indicizzate;
- per chi dichiara 30mila euro il drenaggio del solo 2026 vale più di sei volte il taglio dell’aliquota al 33% introdotto dalla legge di bilancio 2026.
- Inflazione 2026-2027: dati Istat e stime Bankitalia
- Drenaggio fiscale: aliquote marginali e detrazioni decrescenti
- Fiscal drag sugli stipendi: il calcolo per fascia di reddito
- IRPEF sulle pensioni: rivalutazione e fiscal drag
- Taglio IRPEF al 33% e fiscal drag a confronto
- Il precedente 2022-2025 e le compensazioni del cuneo fiscale
Inflazione 2026-2027: dati Istat e stime Bankitalia
L’inflazione in Italia ha accelerato nel corso dell’estate: ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna il 3,3% su base annua e quello armonizzato il 3,2%, con i prezzi dell’energia come prima spinta. Secondo i dati definitivi Istat, l’inflazione già acquisita per il 2026 è del 2,9%.
Le proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia hanno rivisto al rialzo di mezzo punto rispetto ad aprile l’inflazione media del 2026 e stimano per il biennio un rincaro composto del 5,2%. Via Nazionale affianca allo scenario di base tre alternative legate al conflitto in Medio Oriente: in quello severo il petrolio supera di oltre il 60% i valori di base e il prezzo del gas più che raddoppia.
| Scenario Banca d’Italia | Inflazione 2026 e 2027 |
|---|---|
| Base | 3,1% e 2% |
| Più favorevole | 2,9% e 1,8%, rincaro cumulato del 4,8% |
| Avverso | 3,4% e 2,5%, rincaro cumulato del 6% |
| Severo | 4,2% e 3,8%, rincaro cumulato dell’8,2% |
Su questi scenari si misura il drenaggio fiscale del biennio: più i redditi nominali inseguono i prezzi, più l’IRPEF ne assorbe una parte, perché aliquote, scaglioni e detrazioni sono fissati in euro dalla legge.
Drenaggio fiscale: aliquote marginali e detrazioni decrescenti
Il drenaggio fiscale è la quota dell’aumento nominale di reddito che l’IRPEF assorbe in più rispetto a un sistema con scaglioni, detrazioni e soglie adeguati ai prezzi. Si produce solo quando stipendio o pensione crescono: chi non riceve aumenti perde potere d’acquisto senza pagare più imposta.
In Italia il meccanismo agisce soprattutto sulle detrazioni, che calano al crescere del reddito. La detrazione per lavoro dipendente dell’art. 13 del TUIR perde 1.190 euro tra 15mila e 28mila euro e si azzera da 1.910 euro tra 28mila e 50mila; tra 32mila e 40mila euro si riduce anche, con il decalage della detrazione, l’ulteriore detrazione di mille euro introdotta dall’art. 1, comma 6, della L. n. 207/2024. Sotto i 20mila euro l’aumento fa invece crescere la somma esente del taglio del cuneo (art. 1, comma 4, della stessa legge), che attenua il prelievo.
Ne risulta un’aliquota marginale effettiva, cioè l’IRPEF trattenuta su ogni 100 euro lordi di aumento, lontana da quella dello scaglione:
| Reddito imponibile da lavoro dipendente |
Aliquota marginale effettiva IRPEF 2026 |
|---|---|
| 18.000 euro | 27,4% |
| 24.000 euro | 32,2% |
| 30.000 euro | 41,7% |
| 36.000 euro | 54,2% |
| 45.000 euro | 41,7% |
| 60.000 euro | 43% |
A 36mila euro all’aliquota del 33% si aggiungono 8,7 punti di detrazione per lavoro dipendente persa e 12,5 punti di ulteriore detrazione persa: su 100 euro di aumento lordo l’IRPEF ne trattiene 54, prima delle addizionali. Per i pensionati la detrazione dell’art. 13, comma 3, del TUIR cala più lentamente e porta l’aliquota marginale effettiva al 29,4% tra 8.500 e 28mila euro e al 36,2% tra 28mila e 50mila.
Fiscal drag sugli stipendi: il calcolo per fascia di reddito
Per un lavoratore dipendente senza familiari a carico il fiscal drag del biennio va da alcune centinaia di euro a oltre mille euro, con il valore più alto tra 32mila e 40mila euro di imponibile. Il calcolo ipotizza uno stipendio che cresce quanto i prezzi dello scenario di base della Banca d’Italia e confronta l’IRPEF 2026, con aliquote del 23, 33 e 43% e detrazioni in vigore, con un’imposta in cui tutte le soglie crescono della stessa percentuale; addizionali escluse.
| Reddito imponibile 2025 | Maggiore IRPEF da fiscal drag |
|---|---|
| 18.000 euro | 139 euro nel 2026, 231 nel 2027: 370 euro nel biennio |
| 22.000 euro | 170 euro nel 2026, 282 nel 2027: 452 euro nel biennio |
| 30.000 euro | 254 euro nel 2026, 424 nel 2027: 678 euro nel biennio |
| 36.000 euro | 376 euro nel 2026, 627 nel 2027: 1.003 euro nel biennio |
| 45.000 euro | 221 euro nel 2026, 369 nel 2027: 590 euro nel biennio |
| 60.000 euro | 242 euro nel 2026, 403 nel 2027: 645 euro nel biennio |
Il 2027 costa più del 2026 perché il drenaggio si accumula: le soglie sono ferme ai valori attuali mentre lo stipendio incorpora due anni di inflazione. Nello scenario avverso della Banca d’Italia il conto del biennio sale a 770 euro per chi ha 30mila euro di imponibile e a 1.139 euro a 36mila; in quello severo arriva a 1.070 e 1.501 euro.
Il calcolo dello stipendio netto con le aliquote IRPEF 2026 consente di verificare sul proprio caso quanto dell’aumento lordo arriva in busta paga, confrontando la retribuzione attuale con quella successiva al rinnovo contrattuale.
Per il 2026 una parte degli aumenti è fuori da questo conto. La legge di bilancio 2026 (art. 1, comma 7, L. n. 199/2025) tassa con un’imposta sostitutiva del 5% gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 ai dipendenti del settore privato in attuazione di contratti collettivi sottoscritti tra il 2024 e il 2026, se il reddito da lavoro dipendente del 2025 non supera 33mila euro: su quella quota di aumento il drenaggio del 2026 non si produce.
IRPEF sulle pensioni: rivalutazione e fiscal drag
Sui pensionati il drenaggio arriva con la perequazione automatica, che adegua gli assegni all’inflazione dell’anno precedente: con la rivalutazione provvisoria dell’1,4% applicata nel 2026 e la rivalutazione delle pensioni 2027 stimata al 2,7%, il fiscal drag su una pensione di 20mila euro lordi annui vale circa 35 euro nel 2026 e 104 euro nel 2027.
Il conto individuale è più basso di quello dei dipendenti perché la detrazione per redditi di pensione si riduce più gradualmente e la rivalutazione del 2026 è stata inferiore all’inflazione dell’anno; la cifra coincide per tutte le pensioni tra 8.500 e 28mila euro. A 30mila euro il drenaggio sale a 62 euro nel 2026 e a 182 euro nel 2027, anno in cui la rivalutazione incorpora l’inflazione più alta del 2026.
La perequazione piena vale fino a quattro volte il trattamento minimo; oltre, l’adeguamento scende al 90% e poi al 75%. Per questi assegni l’aumento nominale è più contenuto e con esso il drenaggio, mentre cresce la perdita di potere d’acquisto.
Taglio IRPEF al 33% e fiscal drag a confronto
Il taglio del secondo scaglione IRPEF in Legge di Bilancio 2026, che ha ridotto dal 35 al 33% l’aliquota tra 28mila e 50mila euro (art. 1, comma 3, L. n. 199/2025), vale 2 euro ogni 100 di imponibile ricadente nello scaglione: nulla a 28mila euro, 40 euro l’anno a 30mila, 140 euro a 35mila e il massimo di 440 euro da 50mila euro in su, come aveva calcolato la CGIL alla vigilia della manovra.

Il vantaggio dello sconto supera il drenaggio del primo anno solo da 40mila euro di imponibile in su; sotto quella soglia un anno di inflazione assorbe più del taglio. Nel 2027 il saldo peggiora, perché il taglio vale ogni anno la stessa cifra mentre il drenaggio si accumula: a 45mila euro supera lo sconto.
| Reddito imponibile | Taglio al 33% e fiscal drag 2026 |
|---|---|
| 30.000 euro | taglio 40 euro, drenaggio 254 euro |
| 36.000 euro | taglio 160 euro, drenaggio 376 euro |
| 45.000 euro | taglio 340 euro, drenaggio 221 euro |
| 60.000 euro | taglio 440 euro, drenaggio 242 euro |
Tra le misure allo studio per la Manovra 2027 c’è l’estensione dell’IRPEF al 33% fino a 60mila euro, che richiede una nuova norma e le relative coperture. L’intervento riguarderebbe solo i redditi oltre 50mila euro, fascia in cui il fiscal drag calcolato è più contenuto rispetto a quello tra 30mila e 40mila euro.
Il precedente 2022-2025 e le compensazioni del cuneo fiscale
Il drenaggio prodotto dalla fiammata dei prezzi dopo la crisi energetica è stato restituito in media dalle misure sul cuneo fiscale e dalle riforme IRPEF, con effetti diversi tra le fasce di reddito. Per Marco Leonardi e Leonzio Rizzo, che su lavoce.info lo hanno stimato in 25 miliardi tra il 2021 e il 2024 senza contare le addizionali, la restituzione è stata ampia ma probabilmente incompleta.
Il lavoro di Nicola Curci e Antonella Tomasi per la Banca d’Italia (Questioni di economia e finanza n. 998, gennaio 2026), basato sul modello di microsimulazione BIMic, conclude che nel 2025 le famiglie hanno recuperato in media il potere d’acquisto perso con la crisi energetica, grazie a politiche discrezionali che hanno più che compensato il drenaggio fiscale e l’erosione dei trasferimenti. L’Istat stima un beneficio medio di 40 euro per contribuente sul periodo 2021-2026, con pensionati e redditi elevati non interamente compensati.
Le stime presentate dalla CGIL nell’ottobre 2025 mostrano l’effetto sui singoli, con un metodo che confronta l’imposta effettiva con quella di un’IRPEF interamente indicizzata. Un dipendente con 27.794 euro di imponibile nel 2022, salito oltre 30mila euro nel 2024 con il rinnovo contrattuale entrando nel secondo scaglione, ha visto il drenaggio crescere da 150 a 772 euro l’anno; senza rinnovo, a stipendio fermo, il carico calcolato dal sindacato è salito da 148 a 445 euro.
