Ponte sullo Stretto di Messina approvato dal CIPESS: calendario lavori e impatto sulle PMI

di Anna Fabi

Pubblicato 6 Agosto 2025
Aggiornato 4 Dicembre 2025 07:13

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L'approvazione del Cipess segna un punto di svolta per il Ponte sullo Stretto di Messina: analisi costi-benefici e impatto su imprese e cittadini.

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (Cipess) ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. La delibera renderà efficace l’atto aggiuntivo al contratto tra la società concessionaria Stretto di Messina e il contraente generale Eurolink (guidato da Webuild) per un valore di 10,6 miliardi. L’investimento complessivo per il progetto è stimato in circa 13,5 miliardi di euro.

Si prevede l’avvio dei cantieri entro fine 2025, mentre la progettazione esecutiva prevede tre fasi:

  • maggio 2026: collegamenti stradali e ferroviari;
  • settembre 2026: gallerie, svincoli e le tre nuove stazioni ferroviarie;
  • marzo 2027: opera di attraversamento (torri, impalcato sospeso…).

Ponte sullo Stretto di Messina: il progetto approvato

Il Ponte è concepito come un’opera di ingegneria da record mondiale, ospiterà tre corsie stradali per senso di marcia, due binari ferroviari e due corsie di servizio. Prevista una forte riduzione dei tempi di percorrenza: in auto da 70-100 minuti a 10 minuti, per i treni merci da 120-180 a 15 minuti.

Il progetto del Ponte si inserisce in un più ampio piano di investimenti infrastrutturali già in corso di realizzazione nel Mezzogiorno, pari a 70 miliardi fino al 2032. Sono previste anche opere complementari, con oltre 40 km di nuove strade e ferrovie in Sicilia e Calabria, incluse tre nuove stazioni ferroviarie a Messina.

L’opera è presentata come un catalizzatore per lo sviluppo socio-economico del Sud Italia, con attese di crescita dell’occupazione, aumento del PIL e potenziamento del turismo. Si inserisce anche nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN-T (Trans-European Transport Network), mirando a rafforzare l’integrazione logistica ed economica del Mezzogiorno con il resto d’Europa.

Criticità e dubbi

Nonostante l’approvazione, il progetto continua a generare forti critiche da parte di associazioni, comitati e numerosi esperti, tra cui docenti universitari.

Oltre ad analisi costi-benefici a dir poco discordanti fra loro (per lo più sono negative), si aggiungono i dubbi legati all’impatto ambientale e paesaggistico ed a quello sanitario e sociale. Il progetto prevede anche espropri per circa 450 case, coinvolgendo 2.700 proprietari.

Permangono anche timori di possibili infiltrazioni mafiose nei lavori, data la presenza della criminalità organizzata nei territori coinvolti.

L’impatto per le imprese

Proviamo a sintetizzare pro e contro del progetto dal punto di vista delle PMI.

  • Logistica e trasporti: le aziende che movimentano merci tra la Sicilia e il Continente potrebbero vedere un miglioramento nell’efficienza della catena di approvvigionamento grazie alla riduzione dei tempi di trasporto.
  • Opportunità di lavoro e investimento: il progetto è presentato come un volano per l’occupazione e il PIL, aprendo potenziali opportunità per aziende edili, di ingegneria, di servizi e indotto.
  • Settore turistico: l’opera potrebbe attrarre maggiori flussi turistici, creando opportunità per le imprese nel settore alberghiero, della ristorazione e dei servizi correlati in Sicilia e Calabria.
  • Rischi operativi: le imprese coinvolte nella realizzazione devono considerare le elevate complessità ingegneristiche, i rigorosi requisiti ambientali e i potenziali ritardi derivanti da contestazioni legali e tecniche.
  • Trasparenza e controlli: data la mole dell’investimento e le criticità sollevate, le imprese dovrebbero aspettarsi un elevato livello di controllo su investimenti e processi trasparenti.