Lavoravo nel Regno Unito, dove risiedevo fiscalmente. Oggi sono residente in Italia e necessito dell’ISEE per accedere ad un mutuo agevolato ma i miei redditi sono in valuta estera, come pure il contratto di affitto e il conto bancario. Posso presentare la DSU solo con redditi esteri?
Si può presentare l’ISEE in Italia utilizzando anche redditi percepiti all’estero, includendoli assieme ad eventuali patrimoni esteri nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’attestazione.
L’INPS prevede specifiche modalità per dichiarare redditi esteri, come quelli da lavoro dipendente, pensione o altre entrate tassate esclusivamente nel Paese di residenza estero. Tali redditi non sono infatti automaticamente presenti nell’ISEE Precompilato come in genere avviene con quelli tracciati dal Fisco italiano, quindi devono essere autocertificati nella DSU e accompagnati da documentazione ufficiale – ad esempio certificazioni fiscali straniere o dichiarazioni reddituali estere – rilasciata dalle autorità competenti del Paese dove sono stati prodotti i redditi, tradotta e legalizzata (se previsto) in lingua italiana, attestante il loro ammontare.
Nel calcolo dell’ISEE si considerano anche i patrimoni mobiliari esteri, come i conti correnti e i depositi bancari, che devono essere dichiarati specificando saldo e giacenza media al 31 dicembre dell’anno di riferimento.
Anche i contratti di locazione esteri devono essere indicati con i dati relativi al canone e all’intestatario, per permettere di detrarre eventuali spese di affitto nel calcolo della situazione reddituale netta del nucleo familiare.
Si ricorda che tutti gli importi espressi in valute estere devono essere convertiti in euro, utilizzando il tasso di cambio ufficiale valido alla data di riferimento o il cambio medio annuale, per garantire un calcolo omogeneo dell’indicatore economico.
Ancora un’indicazione: dal momento che la DSU è modulare e a seconda della situazione familiare e reddituale, può essere presentata nella versione Mini o Integrale, quest’ultima opzione necessaria in presenza di redditi esteri o patrimoni non rilevati dagli archivi italiani.
Inutile dire che il processo richiede precisione documentale e particolare attenzione nell’inserimento corretto di tutti i dati per evitare criticità nell’emissione dell’attestazione ISEE.
In ultima analisi, anche se la residenza fiscale all’estero nell’anno di produzione dei redditi da indicare e nonostante il fatto che si siano stati incassati in valuta estera, è sempre possibile presentare regolarmente l’ISEE in Italia per accedere a mutui agevolati, includendo i redditi e patrimoni esteri con la dovuta documentazione e la conversione in euro.
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Chiedi all'espertoRisposta di Noemi Ricci