Cos’è la fattura semplificata, quando può essere emessa anche in formato elettronico, quali dati deve contenere e in quali casi è ammessa per i contribuenti in regime forfettario.
La fattura semplificata è un documento fiscale con lo stesso valore della fattura ordinaria, ma con un contenuto informativo ridotto. Proprio per questo viene utilizzata soprattutto per operazioni di importo contenuto o in specifiche casistiche previste dalla normativa IVA, con vantaggi operativi per chi emette numerosi documenti. Anche la fattura semplificata può essere emessa in formato elettronico, secondo le regole della fatturazione elettronica.
Per i contribuenti in regime forfettario, l’utilizzo della fattura semplificata è ammesso nei limiti previsti dal Decreto IVA. Dal 2025, inoltre, sono intervenute novità specifiche che incidono su soglie e modalità operative: per l’analisi aggiornata dedicata ai forfettari si rimanda all’approfondimento su fattura semplificata e forfettari dal 2025.
Proprio per le sue caratteristiche, tuttavia, la fattura semplificata non può essere emessa in ogni circostanza, ma solo in presenza di precisi requisiti. Di seguito le regole da conoscere.
Cos’è una fattura semplificata?
La fattura semplificata è un documento che certifica la cessione di beni o la prestazione di servizi con un set minimo di dati rispetto alla fattura ordinaria. In via generale può essere emessa per operazioni di importo contenuto, entro la soglia prevista dall’articolo 21-bis del DPR n. 633/1972, normalmente riferita a importi non superiori a 400 euro IVA inclusa.
Quando si usa la fattura semplificata?
La fattura semplificata può sostituire la fattura ordinaria quando ricorrono le condizioni previste dalla norma. In linea generale:
- l’importo del documento non supera la soglia prevista (tipicamente 400 euro IVA inclusa);
- non si tratta di cessioni intracomunitarie (art. 41 del D.L. 331/1993);
- non si rientra in operazioni per le quali l’IVA è dovuta in un altro Paese secondo le regole di territorialità.
Chi può emettere fattura semplificata?
La fattura semplificata può essere emessa da un soggetto passivo IVA quando l’operazione rientra tra quelle ammesse e non ricade nelle esclusioni previste dalla normativa.
Chi non ha partita IVA può emettere fattura?
No. La fattura è un documento riservato ai soggetti titolari di partita IVA. In assenza di partita IVA, il compenso viene documentato tramite ricevuta per prestazione occasionale, che non ha valore di fattura.
Emissione fattura semplificata: come funziona
Nella fattura semplificata possono essere omessi alcuni elementi tipici della fattura ordinaria. Restano però obbligatori i dati minimi previsti dalla normativa IVA.
Come compilare una fattura semplificata?
In sintesi, devono essere indicati:
- numero progressivo e data di emissione;
- dati del cedente o prestatore;
- partita IVA o codice fiscale del cliente;
- descrizione dei beni o servizi;
- ammontare complessivo del corrispettivo IVA inclusa;
- riferimento alla fattura originaria in caso di variazione.
Fattura semplificata e regime forfettario
Anche i contribuenti in regime forfettario possono emettere fattura semplificata per le operazioni ammesse. Gli elementi obbligatori sono quelli indicati dall’articolo 21-bis del DPR 633/1972. La fattura può essere emessa anche in formato elettronico.
Fattura semplificata rettificativa
È possibile utilizzare la modalità semplificata anche per documenti di variazione, come note di credito e note di debito, ai sensi dell’articolo 26 del DPR n. 633/1972.
Differenza tra parcella e fattura
Parcella e fattura sono documenti simili ma riferiti a contesti diversi: la parcella è tipica dei liberi professionisti iscritti a un Albo, mentre la fattura è utilizzata in senso più ampio da imprese e lavoratori autonomi.
Aggiornamento normativo 2025–2026
A partire dal 2025, in recepimento della Direttiva UE 2020/285, sono cambiate le regole sulla fattura semplificata per i contribuenti in regime forfettario. In particolare, per i forfettari viene meno il limite dei 400 euro per l’emissione della fattura semplificata, mentre per le altre Partite IVA resta invariato.
Le regole generali sulla struttura del documento, sui dati obbligatori e sui casi di esclusione continuano invece ad applicarsi secondo quanto previsto dal DPR 633/1972. Per questo motivo, la guida resta valida anche negli anni successivi, salvo futuri interventi normativi.