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Pensioni 2027, uscita a 64 anni col ricalcolo contributivo

di Anna Fabi

25 Agosto 2026 15:19

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Durigon rilancia in Manovra una pensione anticipata volontaria a 64 anni anche per il sistema misto, accettando il ricalcolo contributivo dell’assegno.

Il dibattito sulla riforma delle pensioni da attuare nel 2027 torna ancora una volta sulla flessibilità in uscita ma stavolta con una proposta diversa dalla consueta “Quota 41 per tutti”: consentire su base volontaria il pensionamento a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto, a condizione di accettare il ricalcolo interamente contributivo. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha rilanciato l’ipotesi il 23 agosto 2026, chiarendo che anzianità minima e soglia dell’assegno devono ancora essere definite.

Pensione a 64 anni anche per chi è nel sistema misto

La disciplina vigente offre la pensione anticipata a 64 anni solo ai contributivi puri, ossia a chi possiede il primo accredito dal 1° gennaio 1996 con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e una pensione iniziale pari almeno a tre volte l’assegno sociale.

L’ipotesi allo studio per la Manovra 2027 allargherebbe la possibilità di uscire a 64 anni ai lavoratori che oggi ricadono nel sistema misto, attraverso la scelta del calcolo interamente contributivo. Sarebbe un’evoluzione della proposta di riforma dell’età pensionabile e della flessibilità in uscita discussa finora, con un meccanismo volontario destinato a chi preferisce anticipare il pensionamento accettando una determinazione dell’assegno penalizzante.

Nell’intervista pubblicata il 23 agosto 2026, Durigon ha esplicitato il criterio scelto per sostenere finanziariamente l’anticipo, indicando nel calcolo contributivo la condizione per accedere alla nuova uscita:

nel caso di uscita dal lavoro a 64 anni si dovrebbe accettare di sottoporsi a questo sistema di calcolo.

Anzianità contributiva minima, soglia dell’assegno e altre condizioni di accesso sarebbero poi definite nell’ambito della proposta stessa.

Ricalcolo contributivo e assegno misto

Per chi ha contributi anteriori al 1996, il ricalcolo interamente contributivo potrebbe produrre un assegno inferiore rispetto a quello determinato con il sistema misto. L’effetto varia in base alla quota di carriera oggi valorizzata con il metodo retributivo, alle retribuzioni pensionabili, al montante contributivo e all’età di pensionamento. Applicare una percentuale standard di riduzione sarebbe quindi fuorviante.

Il calcolo della pensione con il sistema contributivo trasforma in rendita il montante dei contributi rivalutati utilizzando un coefficiente legato all’età. Un’uscita anticipata incide sia sugli anni di contribuzione accumulati sia sul coefficiente utilizzato per determinare la pensione.

Il calcolatore della pensione di PMI.it permette di confrontare la stima ottenuta con il sistema misto con quella derivante dal metodo contributivo, utilizzando i dati della propria carriera. Il confronto consente di misurare sul singolo profilo previdenziale il possibile costo dell’anticipo a 64 anni prospettato per il 2027.

Dal 2027 aumentano i requisiti pensionistici

Dal 1° gennaio 2027 scatta un mese aggiuntivo sui requisiti pensionistici. La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 e la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 hanno ridotto a un mese per il 2027 l’adeguamento alla speranza di vita previsto dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, applicandolo integralmente per tre mesi dal 2028.

La pensione di vecchiaia sale quindi a 67 anni e un mese nel 2027. Per i contributivi puri, la pensione anticipata prevista dall’articolo 24, comma 11, del D.L. n. 201/2011 richiederà 64 anni e un mese di età e 20 anni e un mese di contribuzione effettiva. Le tabelle dei requisiti pensione 2027 e 2028 riportano anche gli aumenti applicati alla pensione anticipata ordinaria, ai precoci e alle altre categorie interessate.

Uscita a 64 anni e aumento dell’età pensionabile

La nuova pensione a 64 anni con ricalcolo contributivo viene indicata da Durigon come alternativa alla sterilizzazione dell’aumento dei requisiti collegato alla speranza di vita. Secondo l’impostazione illustrata il 23 agosto, un canale volontario accessibile tre anni prima della vecchiaia ridurrebbe la necessità di congelare il requisito generale.

In assenza di una nuova disposizione, il riferimento previsto per il 2027 è quindi 67 anni e un mese per la pensione di vecchiaia. La scelta politica riguarda l’eventuale modifica di questo requisito oppure l’introduzione di una nuova uscita anticipata a 64 anni con calcolo contributivo.

Quota 41 e pensione a 64 anni, criteri a confronto

La Quota 41 per tutti, al centro della versione 2024 di questa pagina, appartiene a un progetto diverso dall’ipotesi illustrata nell’agosto 2026. La nuova proposta utilizza un requisito anagrafico di 64 anni associato al ricalcolo contributivo; Quota 41 punta invece all’uscita legata alla sola anzianità contributiva. La Quota 41 prevista dalla legislazione vigente riguarda esclusivamente i lavoratori precoci che possiedono anche le condizioni tutelate dalla legge.

Le condizioni da definire

La proposta per la pensione anticipata a 64 anni richiede ancora la definizione degli elementi che determineranno la platea effettiva e il costo dell’uscita:

  • l’anzianità contributiva minima richiesta per accedere alla pensione a 64 anni deve ancora essere stabilita;
  • l’eventuale soglia minima dell’assegno deve essere definita e non può essere assimilata automaticamente alle tre volte l’assegno sociale previste oggi per i contributivi puri;
  • la finestra di decorrenza e l’eventuale limite temporaneo all’importo della pensione dovranno essere fissati dalla nuova disciplina;
  • la copertura finanziaria e il rapporto con l’aumento dei requisiti dal 2027 saranno determinati durante la preparazione della Legge di Bilancio.

Per la generalità dei lavoratori del sistema misto, la scelta del ricalcolo contributivo oggi non consente automaticamente l’uscita a 64 anni. L’estensione annunciata richiede una nuova disposizione di legge; fino alla sua approvazione si applicano i requisiti pensionistici già previsti dalla normativa vigente.