Debiti PA alle imprese: il saldo completo entro settembre

La Svolta Buona di Renzi prevede di pagare 68 miliardi alle imprese entro il 21 settmbere e Bassanini spiega che il grosso arriverà entro luglio: la norma e gli effetti pratici.

Il presidente della Cdp Franco Bassanini

Il governo si prepara a pagare entro il 21 settembre tutti i debiti commerciali della PA, compresi quelli in conto capitale, e per le somme già contabilizzate il versamento alle imprese avverrà entro luglio. La precisazione arriva dal presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini a pochi giorni dalla presentazione del Ddl Debiti PA che prevede diverse norme che consentono sia di velocizzare i pagamenti futuri in modo strutturale, sia di sbloccare i pagamenti in ritardo accumilatisi.

=>Mai più Debiti PA: entro luglio 68 miliardi alle imprese

Prima tranche

Per gli arretrati è stato previsto un nuovo meccanismo che, grazie a una garanzia della Cdp, sblocca subito circa 68 miliardi (che aggiunti ai 22 miliardi già pagati portano il totale a quota 90 miliardi). L’ormai famoso documento “la svolta buona” presentato da Matteo Renzi a margine del CdM del 12 marzo  indica come scadenz il primo luglio. Vista l’importanza della materia e la “sponsorship” del governo, si auspica che i tempi di approvazione saranno accettabili: entro luglio si stima la conclusione dell’iter parlamentare e a quel punto lo sblocco dei pagamenti di parte corrente potrà essere immediato, perché si tratta di somme che non impattano sul famoso deficit/PIL (il vincolo europeo del 3% che l’Italia deve rispettare).

Seconda tranche

Per il resto del saldo, lo stesso premier ha spiegato che le imprese vedranno i soldi entro il 21 settembre. Per i debiti in conto capitale, infatti, sarà necessario trovare risorse aggiuntive di copertura: si parla di circa 5-10 miliardi. Bassini ritiene che, per questa parte del debito, la scadenza del 21 settembre sia «credibile». La mancanza di certezze è legata anche allo strumento scelto dal Governo, il disegno di legge, che prima di diventare operativo richiede una discussione parlamentare. Il Commissario UE all’Industria Antonio Tajani, avvrebbe preferito un DL, immediatamente operativo e con una conversione in legge (entro 60 giorni) che lo rende definitivo poi (eventualmente modificandolo) consentendo però alle operazioni di partire subito. Il Ddl, invece, resta sulla carta e non diventa norma fino a quando non viene approvato dal Parlamento.

Roadmap

Per riassumere, entro luglio nelle casse delle imprese dovrebbero arrivare circa 60 miliardi, mentre altri 5-10 miliardi arriveranno entro fine settembre. Lo Stato, oltre ad attivare la garanzia Cdp, concederà ulteriori anticipazioni di liquidità agli enti locali, mediante un incremento del Fondo per i pagamenti della PA, in modo che siano pagati tutti i debiti certi, liquidi ed esigibili maturati entro dicembre 2013, in conto capitale o  di parte ordinaria. Al di là delle questioni di bilancio e di vincoli di Stabilità, i nuovi principi sono due: la protezione Cdp e lo sganciamento dei debiti di parte capitale dal patto di stabilità interno.

Quando il Ddl sarà approvato, tutte le fatture delle imprese verso la PA saranno immediatamente caricate sulla piattaforma elettronica di certificazione. La PA potrà pagarle entro 60 giorni, contestarle o certificarle immediatamente. Con la certificazione l’impresa potrà rivolgersi alla banca, che pagherà la somma al posto della PA e poi si rivarrà su quest’ultima (la banca diventa creditore della PA al posto dell’azienda). Il credito è cedibile alla banca con la formula del pro soluto, quindi la banca insieme al debito si compra pure il rischio di insolvenza da parte della PA, di cui l’impresa non è più in alcun modo responsabile.

Poi, ci saranno somme che a quel punto saranno subito pagate (le imprese potranno immediatamente rivolgersi alla banca per cedere il credito) e, secondo quanto dichiarato anche da Bassanini, si tratta del grosso dei 68 miliardi annunciati. La parte restante (5-10 miliardi) arriverà entro il 21 settembre.

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