Detrazioni sanitarie, la guida dal Fisco

Guida dell'Agenzia delle Entrate dedicata alle detrazioni sanitarie 2017: agevolazioni, elenco spese detraibili, documenti da conservare, casi particolari.

Quali spese sanitarie danno diritto alla detrazione IRPEF del 19% o altre agevolazioni fiscali, come inserirle in dichiarazione dei redditi, quali documenti conservare con e senza precompilata: la nuova Guida fiscale dell’Agenzia delle Entrate è dedicata a una delle voci più importanti dei Modelli 730 e Redditi (29 miliardi di euro nel 2016), fornendo indicazioni su aspetti generali, riferimenti normativi, chiarimenti specifici per le diverse tipologie di spesa sanitaria, focus su familiari con patologie esenti e assistenza disabili.

La guida è online sul sito del Fisco: dalla home page basta cliccare sulla voce Guide fiscali, nel riquadro l’Agenzia Comunica, sceglierendo poi l’Agenzia Informa.

=> Dichiarazione redditi: tutte le detrazioni 2017

Le regole generali: la maggior parte delle spese sanitarie danno diritto alla detrazione del 19%, per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Si inseriscono nella dichiarazione relativa all’anno in cui sono state sostenute, solo se sono effettivamente sostenute dal dichiarante o riferite a familiari a carico (fanno eccezione le spese per patologie con diritto all’esenzione del ticket, che in alcuni casi possono essere riferite anche a familiari non carico), nei limiti dell’imposta lorda annua.

Attenzione: se una spesa è sostenuta, ad esempio, dal genitore per un figlio che ha un reddito superiore a quello previsto per essere considerato a carico, la detrazione non si può applicare. Gli eredi possono applicare detrazioni relative a spese sostenute dopo il decesso del parente, anche se non era fiscalmente a carico.

Se le spese sono state rimborsate, non si applica a detrazione, con alcune eccezioni: premi di assicurazioni sanitarie versate dal contribuente, assicurazioni sanitarie stipulate dal proprio sostituto d’imposta o pagate dallo stesso, con o senza trattenuta a carico del dipendente. Se la quota rimborsata è inferiore alla spesa sostenuta, la differenza si può portare in detrazione.

La documentazione va conservata per tutto il tempo in cui il Fisco può effettuare accertamenti (quindi, fino al 31 dicembre del quinto anno successivo). Per le spese mediche all’estero si seguono le stesse regole relative a quella sostenute in Italia (unica differenza: la documentazione deve essere tradotta). Non sono detraibili le spese per il trasferimento all’estero, anche se determinato da motivi di cura.

Le detrazioni spese sanitarie possono essere ripartite su quattro anni, con quote di pari importo, se l’ammontare complessivo annuo supera i 15mila 492,71 euro (al lordo della franchigia di 129,11 euro). la scelta va fatta nella dichiarazione dell’anno in cui le spese sono state sostenute, ed è irrevocabile.

Spese sanitarie detraibili al 19%:

  • prestazioni rese da un medico generico  (incluse quelle di medicina omeopatica): rientrano anche le spese per il rilascio di certificati medici;
  • acquisto  di  medicinali (anche  omeopatici) da banco o con ricetta medica: bospgna conservare il cosiddetto scontrino parlante;
  • prestazioni specialistiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie;
  • prestazioni chirurgiche;
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici;
  • trapianto di organi;
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiornoacquisto  o  affitto  di  dispositivi  medicie attrezzature  sanitarie(comprese  le protesi sanitarie);
  • assistenza  infermieristica  e  riabilitativa  (per esempio,fisioterapia,  kinesiterapia, laserterapia, eccetera);
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza  di  base  o  di  operatore  tecnico  assistenziale  esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • prestazioni  rese  da  personale  qualificato  addetto  ad  attività  di  animazione  e  di terapia occupazionale.

=> Detrazioni sanitarie 730: farmaci da banco

La Guida delle Entrate contiene tutte le indicazioni specifiche per ogni tipologia di spesa: quando ci vuole la prescrizione medica e quando invece non è necessaria, quali sono le spese che non danno diritto a detrazione (esempio, interventi di chirurgia estetica), la documentazione da conservare o da presentare al Caf (per chi si rivolge agli intermediari per presentare la dichiarazione dei redditi). Nel caso di spese che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica eventualmente sostenute da un familiare, si può detrarre fino al tetto di 6mila 197,48 euro la parte che eventualmente non ha trovato capienza nell’Irpef dovuta dalla persona affetta dalla patologia. Se quest’ultima non è tenuta alla presentazione della dichiarazione, il familiare può applicare interamente la detrazione.

Per quanto riguarda infine le persone con disabilità, possono portare in deduzione dal reddito le spese mediche generiche e di assistenza specifica (articolo 10 del Testo Unico Imposte sui Redditi). Le spese di assistenza specifica sono:

  • assistenza infermieristica  e riabilitativa  resa da  personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica;
  • prestazioni  rese  dal  personale  in  possesso  della  qualifica  professionale  di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico  assistenziale,  se  dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona;
  • prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo,  dal  personale  con  la  qualifica  di  educatore  professionale,  dal  personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Anche qui, può applicare l’agevolazione fiscale il familiare che ha eventualmente sostenuto la spesa, anche se la persone disabile non è fiscalmente a carico. Sottolineiamo che, in tutti i casi in cui si parla di familiare si comprende anche il partner in unione civile, che è sempre equiparato al coniuge.

Fonte: Guida Agenzia delle Entrate

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