Attività ricettive: i dati dei turisti si comunicano online

di Francesca Vinciarelli

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Semplificazioni per le PMI che gestiscono un'attività ricettiva: cambiano le procedure di comunicazione obbligatoria dei dati dei turisti, che passano al canale online: i dettagli e le alternative.
I dati dei turisti alla Polizia di Stato viaggeranno via Internet

Semplificate le procedure a carico delle attività ricettive come gli alberghi: il Garante Privacy ha espresso il proprio benestare nei confronti dello schema di decreto del Ministero dell’Interno che prevede l’esclusività della via telematica per la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dei dati dei clienti che alloggiano nelle strutture (schede d’albergo).

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Il nuovo Decreto Ministeriale va a sostituire completamente la normativa previgente a favore di procedure più snelle e semplici supportate dall’utilizzo delle nuove tecnologie. La comunicazione va infatti inviata attraverso il servizio web appositamente attivato dal Centro Elettronico Nazionale (CEN) della Polizia di Stato e capace di garantire la massima sicurezza per la trasmissione dei dati.

A tale scopo ciascun gestore di strutture ricettive dovrà richiedere un apposito certificato elettronico che gli consentirà di abilitarsi al servizio di trasmissione telematica. In tutti i casi in cui questa non dovesse funzionare sarà sempre possibile inviare i dati dei propri clienti tramite fax o posta elettronica certificata (PEC).

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Le informazioni vanno trasmesse alle autorità entro 24 ore dall’arrivo dei turisti presso alberghi e strutture ricettive e riguardano le loro generalità, gli estremi del documento di riconoscimento e l’indicazione del numero dei giorni di permanenza.

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Subito dopo l’invio, le strutture dovranno cancellare i dati, conservando solo le ricevute di trasmissione per un intervallo di cinque anni. Le informazioni rimarranno invece reperibili presso le strutture informatiche del CEN e quindi accessibili per 15 giorni solo da parte degli operatori incaricati per finalità di prevenzione, di accertamento e repressione dei reati, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Superato il termine dei 15 giorni i dati saranno reperibili solo agli ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza della Polizia di Stato addetti ai servizi investigativi con profilo di accesso a livello nazionale. Dopo 5 anni i dati verranno definitivamente cancellati anche dai database del CEN.

 

Fonte: Garante Privacy

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