Accordo Oracle-Sun nel mirino dell’Antitrust Ue

di Noemi Ricci

scritto il

Finisce nel mirino della Commissione Europea l'acquisizione di Sun da parte di Oracle per verificare entro il 19 gennaio 2010 che non vi siano violazioni alle leggi Antitrust che limitino le scelte dei clienti o portino ad aumenti di prezzi

La Commissione Europea non sembra convinta della regolarità delle trattative per l’acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle, relativamente alle leggi Antitrust.

Nonostante il via libera dell’Autorità Antitrust Usa, l’UE ha dunque fermato temporaneamente la trattativa da 7,4 miliardi di dollari per verificare eventuali danni ai consumatori.

L’obiettivo della Commissione, in qualità di autorità antitrust dei 27, è garantire ai clienti che l’acquisizione non comporti per loro una limitazione nella scelta o un aumento dei prezzi.

Il parere della Commissione è infatti che il mercato dei database sia già troppo concentrato visto il predominio (85% del fatturato complessivo) di Oracle, Ibm e Microsoft, questa acquisizione di Sun da parte di Oracle lo renderebbe ancora più compatto.

Senza considerare che Oracle e MySQL concorrono direttamente in molti settori del mercato dei database. Uno dei punti di preoccupazione per la Commissione Europea è infatti la caratteristica open source del database MySQL di Sun ed il pericolo che l’accordo porti così a limitare la concorrenza.

Il termine entro il quale la Commisione deciderà se questo accordo è legittimo o meno è il 19 gennaio 2010. Fino ad allora il terzo produttore mondiale di software, Oracle, avrà le mani legate, mentre rivali come Hp e Ibm potranno cercare di acquisire nuovi clienti hardware da Sun, proponendo loro sconti e facendo gioco sul fatto che Oracle potrebbe non saper gestire al meglio questo settore, essendo specializzata in software.

A rincarare la dose di cattive notizie per Oracle infine c’è la reazione del mercato azionario a questa notizia delle due società, penalizzate con un calodi Sun di poco più del 2%, e di Oracle stessa di circa l’1%.

I Video di PMI

Italia fuori dall’Euro: le ragioni del sì e del no