Open Source, le aziende italiane sono pronte

di Alessandro Vinciarelli

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Ormai da tempo si parla di Open Source in azienda. La ricerca che TeDIS presenterà il prossimo 10 marzo fa il punto sullo stato dell'arte e sulle possibili applicazioni nel breve periodo

L’Open Source può essere applicato in azienda, ma le imprese italiane sono pronte per adottarlo? Questa la domanda a cui tenta di rispondere il centro studi TeDIS (Technologies in Distributed Intelligence Systems) della Venice International University, che presenta i risultati della sua indagine il 10 marzo a Venezia nel corso del Convegno: “L’offerta Open Source in Italia: analisi di un settore in evoluzione”.

Si tratta di un’analisi ad ampio spettro. In particolare, si focalizzerà su due interrogativi di fondo: a 10 anni dal lancio di Linux, qual è oggi la portata economica di questo mercato nel nostro paese e quali sono criticità, punti di forza e opportunità dell’offerta attuale.

I dati della ricerca TeDIS, che verranno analizzati al convegno in programma presso VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, si soffermano innanzittutto sul mercato italiano e nello specifico sul settore aziendale, per valutare la possibilità di introdurre le metodologie open source nelle imprese locali.

Sul tavolo verranno messe le esperienze maturate negli ultimi anni e verranno evidenziati i vantaggi nell’adozione del sorgente aperto.

Una trattazione particolare riguarderà inoltre gli interventi normativi, oltrea all’introduzione progressiva dell’open source nel piano di e-governement nazionale.

I partecipanti, che potranno fruire dell’evento in modalità gratuita attraverso la compilazione di un form di registrazione, potranno trovare sul sito di riferimento il programma ufficiale del convegno.

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