Le imprese fanno mashup!

di Paolo Iasevoli

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Da piccole applicazioni simbolo del Web 2.0 a strumenti aziendali: dopo Google anche BEA si lancia sul mashup e prepara un'offerta di widget ad hoc per le aziende

La nuova frontiera per l’informatica aziendale potrebbe essere rappresentata dagli apparentemente innocui widget.

Si tratta di piccoli software e applicazioni che, tramite una tecnica detta mashup, vengono inseriti in altri programmi, come ad esempio siti web. I widget sono ben conosciuti dagli utenti Mac, a cui sono familiari quelle piccole utility incluse nel sistema operativo di Apple.

La vera esplosione del fenomeno si è però registrata con l’affermarsi del Web 2.0, sul campo sempre più affollato dei social network. È prassi ormai comune quella di inserire sul proprio profilo Myspace o sul proprio blog dei “codici” con cui arricchire la propria pagina personale: radio, presentazioni fotografiche, piccoli giochini… con il mashup basta un copia/incolla per inserire nuovi strumenti.

La novità è che anche le aziende potrebbero fare lo stesso. Già da tempo i colossi della Rete hanno imparato a servirsene per potenziare i propri prodotti, come Google, la cui strategia di mashup sta portando ad includere sempre più informazioni nelle sue Maps.

Secondo qualcuno, però, widget e mashup possono essere usati in qualsiasi azienda, per favorire la collaborazione tra i dipendenti e portare a nuovi livelli la condivisione del lavoro. La nuova versione del suo AquaLogic avrà infatti strumenti per consentire alle imprese di creare ed utilizzare i propri widget personalizzati.

Con Ensemble e Pagese gli utenti possono costruire piccole applicazioni Web per aiutarsi nel proprio lavoro, mentre con Pathways avranno a disposizione strumenti di social bookmarking e tagging, che permetteranno la creazione di social network interni all’azienda, semplificando i processi di interazione e collaborazione.