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Firma elettronica e digitale: ecco il nuovo Regolamento

di Francesca Vinciarelli

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In Gazzetta Ufficiale il Dpcm con il nuovo regolamento per la generazione, apposizione e verifica della firma elettronica, avanzata, grafometrica, qualificata e digitale.

Ufficiali le regole tecniche che armonizzano la disciplina della firma elettronica: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2013 il Dpcm con il  regolamento per la generazione, apposizione e verifica della firma elettronica avanzata, qualificata e digitale.

Si tratta del decreto attuativo del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) in base alle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 235 del 2010 sulle modalità di sottoscrizione di un documento informatico mediante firma elettronica e digitale.

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Tipi di firma elettronica

L’obiettivo è modernizzare i rapporti tra amministrazione e imprese aumentando le tipologie di firme elettroniche che è possibile utilizzare, portando ad una sostanziale e piena equiparazione con il documento cartaceo.

  • La firma elettronica equivale a una firma personale associata a un documento scritto, per fornire una prova della sua provenienza.
  • La firma elettronica avanzata garantisce la connessione univoca tra firmatario e documento.
  • Per firma digitale è una firma elettronica che utilizza un sistema di due chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, le cui caratteristiche, modalità di generazione/conservazione e requisiti di sicurezza vengono stabiliti nel Dpcm appena pubblicato in Gazzetta.
  • La firma elettronica qualificata è una firma avanzata basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma ovvero di mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo.
  • La firma grafometrica contempla elementi biometrici per garantire l’identità del firmatario e riproduce il processo tradizionale, sottoscrivendo però i documenti in digitale: il Dpcm ne fissa le regole tecniche.

Rapporto PA imprese

Questi processo, se appropriatamente valorizzato oltre a contribuire a modernizzare e razionalizzare la PA, ridurre i costi per la conservazione e ridurre l’impatto ambientale, contribuirà a semplificare i rapporti fra lo Stato e le imprese, riducendone tempi di risposta e costi correlati.

«Non sarà un processo immediato – spiega la senatrice del Pd Silvana Amati – ma alcune aziende italiane del settore IT hanno creduto ed investito su un progetto innovativo come questo. Credo sia una tappa importante nella direzione di un rinnovato rapporto fiduciario e trasparente fra i cittadini, le imprese e le istituzioni».

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Consulta in Dpcm in Gazzetta Ufficiale