Il punto sulla digitalizzazione in Italia

di Chiara Basciano

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Si è discusso sul presente e futuro della digitalizzazione in Italia al DIG.Eat 2016, un interessante momento di confronto con la definizione di soluzioni concrete e possibili vie di sviluppo dell’innovazione nel nostro Paese.

Grande successo per l’edizione 2016 di DIG.Eat, la manifestazione di ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale) dedicata alla digitalizzazione, nelle sue tante applicazioni e nella sua trasversalità. L’annuale evento che ha come main sponsor SB Italia, è stato ospitato dalla Banca Popolare di Milano è stata occasione di dibattito su app ed e-commerce, identità digitali e firme elettroniche, conservazione e protezione dei dati, contratti IT, Business intelligence e Big data.

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In particolare si è fatto il punto su quello che è lo scenario attuale, sulle reali e concrete esigenze del mercato e degli utenti e le problematiche che ne impediscono la diffusione. Diverse le possibili soluzioni concrete proposte dalle aziende sponsor: Unimatica, SBI Italia, trecento60°, Intesi Group, Seen Solution, Digital&Law Department.

La principale evidenza emersa è che ormai la digitalizzazione vede coinvolta ogni tipo di professionalità, indipendentemente dal fatto che si tratti di grandi processi aziendali o piccoli gesti quotidiani. E anche il quadro normativo si sta muovendo in questo senso con iniziative quali il FOIA, il nuovo Codice degli appalti, il nuovo CAD, l’attuazione di SPID e le ultime novità del processo amministrativo telematico.

=> Digitalizzazione PMI: stato dell’arte in Italia

Andrea Lisi, Presidente ANORC ha sottolineato l’importanza, nel processo di digitalizzazione, delle competenze:

“Le competenze in tutto il processo digitale ricoprono una funzione fondamentale, ma vengono spesso sottovalutate, sprecando l’opportunità di investire fondi e tempo nella formazione di professionalità che siano in grado di gestire correttamente la conservazione di dati e documenti digitali e la privacy: questo è un punto su cui ANORC insiste da tempo con molta energia. Non basta fare storytelling, un bel sito o un’app accattivante per fare vera digitalizzazione, bisogna agire alla radice dei processi e sulla preparazione di chi quei processi deve materialmente gestirli”.

Per maggiori informazioni vai al sito ufficiale dell’iniziativa.

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