Poter accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione attraverso lo SPID e gli altri sistemi di identità digitale rappresenta un’innovazione in grado di facilitare la vita delle persone, tuttavia, esistono diverse disparità a livello europeo per quanto riguarda gli utenti più anziani.
Uno studio recente, condotto da Emanuela Sala e Ekaterina Kochergina per verificare le reali opportunità offerte dai servizi di e-government, infatti, mette in evidenza come per le persone anziane l’uso dei servizi pubblici digitali non sia affatto scontato.
Mettendo in confronto i dati del 2010 con quelli del 2023, ad esempio, si nota come il gap generazionale sia molto ampio e come solo il 31% degli over 65 abbia avuto accesso ai servizi di e-government.
Se da un lato dal 2010 a oggi in Italia è aumentato l’uso dei servizi digitali da parte delle persone anziane, dall’altro lato si assiste a una crescita lenta e inferiore rispetto a quanto accade negli altri Paesi.
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Come sottolineano le autrici dello studio, inoltre, l’uso dei servizi pubblici digitali in età anziana varia in base alle caratteristiche individuali (istruzione e competenze digitali) e dal contesto in cui si vive. A incidere sono anche il reddito e la partecipazione al lavoro, mentre il sesso e la dimensione familiare non influiscono in modo rilevante.