Come trovare le migliori startup con cui collaborare

di Redazione PMI.it

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Open Innovation: i vantaggi delle connessioni virtuose e lo scouting delle migliori startup su piattaforme digitali dedicate, come la new entry blendX.

Il concetto di Open Innovation come processo che permette all’azienda di cercare nuovi stimoli all’esterno della sua realtà è ormai un paradigma ampiamente affermato in Europa e nel nostro Paese, generando benefici reciproci in termini di prospettive e opportunità di crescita. Il tessuto industriale italiano, in particolare, ha un gran bisogno di innovazione di processo (ad esempio digitalizzando fatturazione, pagamenti, logistica e gestione fornitori) e molte aziende voglio innovare ma non sanno come farlo.

Per alcuni imprenditori significa uscire dalla comfort-zone nel timore di correre dei rischi, ma è ormai evidente che il mondo del business è sempre più fondato su ecosistemi e connessioni virtuose e che sempre più startup necessitano “solo” di una struttura solida investa sulle loro idee, ripagandola poi sia in termini economici che di spinta all’innovazione. Dialogare con le startup può essere una soluzione, ma ancor più efficace può essere l’interazione con interi ecosistemi di innovazione, che comprendono anche hub, incubatori e acceleratori. Quel che succede è che, in un meccanismo virtuoso di Coalescence Innovation, grazie a skill e risorse specifiche, ogni attore dell’ecosistema può generare valore aggiunto per tutti e, allo stesso tempo, può crescere grazie all’interazione con gli altri attori.

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Collaborazioni virtuose

Cosa vuol dire nel concreto operare in ecosistemi di innovazione? Adottare una nuova tecnologia o promuovere una call per startup innovative non basta: è anche una questione di mindset, ossia un processo culturale che si deve affermare gradualmente in azienda. Come si gestisce dunque la collaborazione tra aziende e startup? Si tratta di attori che adottano metodologie e approcci diversi: le imprese devono allineare contesto e obiettivi con tutti gli stakeholder interni ed esterni al progetto di collaborazione, come anche intervenire sulla cultura aziendale, mentre le startup devono comprendere la complessità della realtà con cui stanno avviando una collaborazione acquisendone il linguaggio e l’approccio. Una volta trovata la giusta sintonia, esistono vantaggi concreti per chi sfrutta questo tipo di collaborazioni.

  • Innovazione come vantaggio competitivo: l’utilizzo di tecnologie abilitanti può risultare strategico rispetto ai competitor e l’accesso a determinate soluzioni diventa un fattore di diversificazione grazie a cui imporsi.
  • Nuovi modelli di business: investire su nuove tecnologie può significare entrare in nuovi mercati o creare servizi collaterali, anche in settori diversi.
  • Competenze diversificate: attingere a risorse dall’esterno può far scatenare la giusta contaminazione in azienda. L’unione di competenze genera il mix per una collaborazione proficua per ambo le parti.
  • Snellimento dei processi: il supporto esterno di realtà agili come le startup velocizza la creazione di nuovi prodotti e servizi riducendo i tempi di go-to-market.

Lo scouting delle migliori startup

Per lo scouting di startup esistono svariate piattaforme digitali di matching, che hanno lo scopo di far incontrare i bisogni specifici delle singole aziende (PMI e Corporate) con le idee e le soluzioni degli innovatori. Ognuna ha caratteristiche distintive. Tra tutte, alcune tra le più rilevanti a livello internazionale ci sono:

  • F6S. Focalizzata sul fundraising: startup, o singoli utenti possono offrire idee innovative, cercare lavoro, partecipare a eventi e ampliare la rete di conoscenze; le aziende possono offrire posizioni di lavoro, investire in progetti che rispecchino la propria vision e farsi conoscere.
  • Startup Grind. Fa leva sul potere della community nel connettere individui apparentemente diversi per creare connessioni, arricchire conoscenze, imparare l’uno dall’altro, collaborare, partecipare a eventi e conferenze e molto altro.
  • Plug and Play. Piattaforma di Innovation Management, funge da supporto per tre core activity: potenziamento delle startup, innovazione delle aziende e investimenti della piattaforma stessa o di terzi.
  • IdeaScale. Altra piattaforma di Innovation Management, si basa sulla condivisione di idee e su un modello tipo crowdsourcing per votare e commentare le idee proposte fungendo anche da forum.
  • Gellify. Nata in Italia, mira a supportare le startup digitali B2B sfruttando know-how, ecosistema e community di startup e aziende, che a loro volta possono sfruttare il network, le idee innovative, i programmi e i progetti presentati per svecchiarsi.
  • Una new entry è blendX, che fa incontrare domanda e offerta di innovazione e digitalizza le interazioni tra gli attori del processo, facilitandone l’incontro.

Come funziona blendX

Perché un’azienda dovrebbe innovare con blendX?Per innovare efficacemente ma con semplicità. La piattaforma riunisce tutti gli strumenti utili a stimolare e avviare l’innovazione: si possono lanciare Challenge (call4startup oppure call4ideas dedicate ai dipendenti), organizzare Eventi, Contest e Hackathon coinvolgendo la community di innovatori blendX.

Inoltre è possibile navigare tra idee e soluzioni innovative che popolano la piattaforma, lasciandosi guidare dall’algoritmo nella selezione di quelle più rilevanti in base ai propri bisogni. Ma soprattutto guida le aziende meno esperte, che possono affidarsi all’Innovation Test, lo strumento di autovalutazione delle proprie necessità digitali. Sarà sufficiente esprimere la propria esigenza utilizzando parole chiave semplici e di uso comune. Il Test proporrà un elenco di soluzioni in target, in base a un rating di affidabilità e coerenza con quanto richiesto. L’utente potrà poi affinare la ricerca utilizzando filtri avanzati.

Per aziende in cerca di novità e cambiamento o professionisti in cerca di opportunità, blendX – con le sue feature, la tecnologia a supporto e la sua cutting-edge community – può essere una risposta rapida ad un bisogno di innovazione. La user experience intuitiva permette a tutti (innovatori e organizzazioni) di ottenere risposte a un bisogno già manifesto: quello di evolversi. I nuovi stimoli generati dalle challenge, le numerose possibilità di interazione e gli strumenti insoliti messi in campo permettono di connettere orizzonti diversi e accorciare le distanze tra mondi che spesso risultano più lontani di quanto dovrebbero.