Dalla Svezia arriva il provider pirata

di Barbara Weisz

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L'iniziativa è del PiratePartiet e si chiama Pirate Isp. Assicura un collegamento del tutto anonimo, entro la fine dell'estate coprirà tutto il paese

Nel mare di Internet i pirati lanciano un loro provider. In perfetto stile piratesco, è totalmente gratuito e offre il più completo anonimato agli utenti. L’iniziativa, come molti avranno forse già immaginato, non poteva arrivare che dal Nord Europa. In questo caso, dalla Svezia, e in particolare dal PiratPartiet, il partito pirata, che sta lanciando il servizio chiamato Pirate Isp.

Gestito dalla società Via Europa (già fornitrice di Ipredator, una rete che consente connessioni criptate), il provider prevede di essere attivo in tutto il paese entro la fine dell’estate. Per il momento, è in fase di sperimentazione nella città di Lund, nella parte meridionale dello stato. L’obiettivo: fornire una connessione di ottima qualità (disponibile da 10, 100 o 1000 Megabit), ma senza che resti nessuna traccia degli utenti, quindi senza un registro che immagazzina i dati.

Del resto, la completa libertà in rete è il tema più caro al Partito Pirata, che è nato nel 2006 e alle elezioni europee del 2009 ha ottenuto il 7% dei voti e ha conquistato un seggio al Parlamento di Strasburgo. La forza politica fondata da Rickard Falkvinge, che fra le altre cose ha lavorato in Microsoft, gestisce la community di scambio digitale The Pirate Bay (non accessibile dall’Italia), e la sua bandiera è la possibilità per tutti di usufruire dei contenuti della rete

Al di là della pirateria, si può affermare che i paesi del Nord Europa sono particolarmente sensibili sui temi legati a Internet. Con un tocco di humour si può ricordare che la Svezia è il paese natale di Lisbeth Salander, la hacker protagonista della trilogia di Millennium di Stieg Larsson, evento editoriale degli ultimi anni.

Restando nella realtà, si può invece ricordare come la Finlandia sia la patria di Linus Torvald, il programmatore di Linux, oltre che un paese in cui Internet è stato definito per legge un diritto fondamentale, con tanto di impegno a portare la banda larga in tutte le case entro il 2015. Non che da quelle parti siano tutti pirati, è bene sottolinearlo.

Tornando al Pirate Isp, l’esponente del partito Gustav Nipe lo definisce «un modo per contrastare la società del Grande Fratello». L’assenza di tracciabilità è già al centro di diverse critiche, anche di natura legale. L’autorità giudiziaria, per esempio, non può rivolgersi all’isp in caso di indagini telematiche.

Non a caso, Henrik Ponten, celebre giurista nonchè membro della commissione antipirateria svedese, ha già espresso le sue perplessità, sottolineando che «quando la polizia busserà alla porta, l’Isp pirata dovrà fornire i dati, come tutti gli altri». L’obiezione, naturalmente, è che il provider in questo caso non sarebbe nelle condizioni di farlo, perchè non conosce l’identità dei clienti.

Tutto questo, oltre alle importanti questioni giuridiche, pone anche problemi tecnici: per garantirsi l’anonimato, ognuno deve essere in grado di fare da solo una serie notevole di operazioni, occupandosi personalmente sia del collegamento, che di eventuali malfunzionamenti. Del resto, i pirati da che mondo è mondo devono saper navigare.