Playboy sull’iPad, ma con i veli

di Barbara Weisz

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Arriva una app di PlayBoy per l'iPad che rispetterà le norme anti nudo di Apple. Ma ci sarà anche un servizio web senza veli accessibile dal device

Le conigliette di Playboy arriveranno senza veli sull’iPad. Anzi, no. Anzi sì, ma in realtà le immagini e i contenuti hard non saranno nella app, ma su pagine web compatibili con il tablet.

È stato, ed è ancora, un tam tam difficile da decifrare quello che si è scatenato nelle ultime ore dopo che Hugh Hefner in persona, via Tweeter, ha postato la “grande notizia”, come l’ha definita lui stesso: «Playboy, sia i numeri in uscita sia quelli vecchi, saranno disponibili sull’iPad all’inizio di marzo». Il particolare che ha istantaneamente scatenato il dibattito sulle due sponde dell’Atlantico, e forse non solo, riguarda un particolare: il tutto sarà diponibile senza censura.

Il problema è che la politica aziendale di Apple questo lo ha sempre vietato. Niente immagini a luci rosse, senza nessuna distinzione fra pornografia hard o soft, nessuna licenza per il nudo artisitico. E immediate sono sorte le domande di molti commentatori: Cupertino sta cambiando idea, ha deciso di allentare i propri parametri? Per un’operazione di questo genere Playboy sarebbe certamente un marchio ideale.

La risposta è la seguente: è vero, le conigliette arrivano sull’iPad, ma i numeri della rivista e l’archivio non sono contenuti nella app. L’azienda di Heffner sta mettendo a punto un servizio via web, che prevede una sottoscrizione, che mette a disposizione la rivista e l’archivio integralmente e che consente l’accesso a tutti gli utenti di un device mobile, compreso l’iPad. Ma non si tratta di una app. Playboy attraverso un portavoce comunica che è in preparazione anche una app vera e propria, che però aderisce alle severe norme di Apple in materia di nudo.

Un artificio tencologico utile ad aggirare l’ostacolo? Il dibattito probabilmente resterà aperto. Certo è che Hugh Hefner dall’alto dei suoi 85 anni (ad aprile) continua a far parlare di sè. Sia per la sua vita privata (ha appena annunciato il terzo matromonio con una playmate, la 25enne Crystal Harris), sia per la sua attività di imprenditore. All’inizio di gennaio ha dato il via a un’operazione per togliere la società da Wall Street, chiudendo definitivamente la partita con i rivali di Penthouse che nel luglio scorso avevano lanciato un’offerta.

Heffner ha a sua volta messo sul piatto 6,15 dollari per azione (superando così i 5,5 dollari che lui stesso aveva offerto in estate per rispondere al tentativo di scalata), per una valutazione dell’azienda pari a 207 milioni di dlr. Non ha comunque superato la cifra di FriendFinder Networks, propietaria di Penthouse, pari a 210 milioni, ma questa volta il cda ha dato l’ok e di conseguenza Hefner (che possiede circa il 70%, livello che comunque rendeva la società non contendibile senza il suo assenso) rienterà in possesso del 100% delle azioni.

L’operazione arriva in un momento che vede l’azienda alle prese con un momento difficile. La concorrenza di internet, dove il nudo abbonda, e in genere la difficoltà delle riviste patinate creano problemi alla rivista fondata nel 1953. La sottoscrizione web based così come il lancio della app sono tentativi di rivitalizzazione che si accompagnano a un generale sforzo di riposizionamento attraverso iniziative che sfruttino il marchio.