Skype è ufficialmente proprietà della Microsoft

di Barbara Weisz

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Sul piatto 8,5 miliardi di dollari, la cifra più alta mai sborsata da Redmond. L'accordo è ufficiale. E Linkedin arriva sul Nyse, ipo da 3 mld.

Come spesso accade, fra i due litiganti a spuntarla è il terzo contendente. E così, dopo le voci su un interesse di colossi come Google e Facebook, sembra proprio che ad acquistare Skype sarà Microsoft. Non solo: Redmond ha messo sul piatto 8 miliardi e mezzo di dollari, la cifra più alta mai spesa dall’azienda di Bill Gates per un’acquisizione. La notizia è stata ufficializzata in queste ore, dopo che l’indicrezione era lanciata da tutti i prinicpali media finanziari del pianeta, che citavano fonti vicine alla trattativa, e che indicavano appunto un closing molto vicino.

Secondo i particolari che emergono, Microsoft ha negoziato una cifra che oscilla fra i 7 e gli 8 miliardi, a cui va aggiunto il debito a lungo termine di Skype (686 milioni di dlr), per un totale appunto di 8,5 miliardi. Come detto, in 36 anni di storia Redmond non aveva mai portato a termine un’acquisizione così onerosa (il precedente più caro sono i circa sei miliardi pagati per aQuantive nel 2007). La mossa è emblematica dell’aggressività con cui la società fondata da Bill Gates e diretta da Steve Ballmer si sta muovendo in due segmenti, internet e la telefonia mobile, in cui negli ultimi anni ha sofferto la concorrenza di big come Google, Apple, Facebook. Dopo aver stretto un’alleanza con Nokia che porta Windows Phone 7, il sistema operativo mobile, sugli smartphone filandesi, ora si sta muovendo per cercare nuovi alleati.

Dal punto di vista di Skype l’affare è notevole: nei mesi scorsi l’azienda attiva nella telefonia web aveva pensato alla quotazione in borsa. Dall’ipo, si attendeva una cifra intorno al miliardo di dollari, dunque molto più bassa rispetto a quanto sta offrendo Microsoft. Che l’azienda fondata nel 2003 da Niklas Zennstrom e Janus Friis stesse studiando anche altre possibilità non era un segreto. Il deal con eBay, che l’aveva comprata nel 2005 per 2,6 miliardi (in contanti e azioni) non era andato bene, tanto che nel 2009 il sito delle aste online aveva venduto il 70% a un gruppo di investitori. Ora l’accordo con Microsoft è una nuova opportunità per quella che è indubbiamente la piattaforma di comunicazione più diffusa del pianeta e che, se da una parte si presenta forte dei suoi 124 milioni di utenti connessi al mese, dall’altra fatica a generare utili. Ha chiuso lo scorso anno con un fatturato di 860 milioni, un utile operativo di 264 milioni ma una perdita netta di 7 milioni.

Gli analisti sembrano orientati a valutare l’accordo positivamente anche per Microsoft. L’azienda continua ad avere i suoi punti forti in Windows e Office, ma deve guadagnare posizioni su internet e nella telefonia mobile. E in particolare deve guadagnare quote di mercato con Windows Phone 7. Proprio le sinergie con questo prodotto sono considerate uno dei punti forti dell’alleanza, ma non l’unico. Spiega ad esempio Richard Edwards, analista di Ovum: Skype è molto diffuso, «funziona sui pc Windows, nel corso di quest’anno sarà disponibile per Windows Phone 7. Ma forse ancor più importante, Skype gira anche sugli altri computers, basati su Mac e Linux, e sui telefonini, come liPhone o quelli basati su Android». In più, diversi esperti sottolineano come Skype sia già molto utilizzato nel segmento business, e abbia una serie di notevoli potenzialità in questo senso, in particolare in abbinata a un’azienda leader nel settore come Microsoft.

Quel che è certo, è che il mega accordo rappresenta un ulteriore esempio della grande effervescenza del mercato hi-tech. Fra l’altro, dopo il debutto dei giorni scorsi del primo social network a Wall Street, il cinese Renren, è ufficale l’imminente sbarco, sul Nyse, di Linkedin. Il debutto il 19 maggio a Wall Street, per un’ipo il cui valore è già raddoppiato rispetto ai 175 milioni di euro di cui si era parlato nei mesi scorsi: l’azienda ha annunciato il collocamento di 7,84 milioni di azioni a un prezzo fra i 32 e i 35 dollari. Il che singifica che il collocamento è valutato intorno ai tre miliardi di dollari. E nel 2012 si attende Facebook.