Dall’India arriva il tablet economico

di Andrea Barbieri Carones

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Dall'India arriva Aakash2, il tablet low cost da 32 euro prodotto da un'azienda britannica e destinato a collegare a internet milioni di persone.

Dall’India arriva un tablet low cost in vendita a una cifra corrispondente a 32 euro. Così dopo le compagnie aeree e i telefoni cellulari a basso prezzo, ecco la tanto ricercata “tavoletta”, l’ultima frontiera della tecnologia che però fino a ora era solo nelle mani di chi poteva spendere.

L’Aakash2 – come promette il governo indiano che l’ha presentato – vuole essere in tutto e per tutto uguale ai fratelli maggiori provenienti dalla Apple e da Microsoft che sono però caratterizzati da un prezzo che supera di 10 volte quello del subcontinente.

Anzi: con i sussidi statali promessi dall’esecutivo di Delhi, questo nuovo tablet potrebbe diffondersi nel mercato locale – ma anche internazionale – a una velocità molto elevata e permettendo a vasti strati delle popolazione di accedere alla rete e ai servizi ad essa connessi visto che fino a ora solo il 10% delle popolazione – pari a poco più di 100 milioni di persone su oltre 1 miliardo – accede a internet.

L’Aakash 2, che potrebbe invadere anche i mercati occidentali, avrà uno schermo più grande da 7 pollici, un processore più veloce da un Gigahertz, una memoria Ram da 512 megabyte e una batteria a durata più lunga (circa 3 ore) rispetto alla prima versione del tablet indiano, che fino a ora era commercializzato a un prezzo politico di circa 15 euro.

Prodotto dall’azienda britannica Datawind, il tablet low cost ha un sistema operativo Android e, inizialmente, verrà riservato agli studenti universitari iscritti a ingegneria. La sua diffusione è arrivata in concomitanza con i corsi di formazione e familiarizzazione via web a cui stanno partecipando circa 15mila insegnanti in tutto il Paese ai quali se ne aggiungeranno altri 150mila entro la fine dell’anno.

Il “cielo azzurro” (questo il significato di Aakash in lingua hindi), comunque, non avrà prestazioni paragonabili a quelle dell’iPad Mini o del Nexus 7 ma comunque superiori alla prima versione che non ebbe molto successo proprio per la scarsa velocità e per la bassa durata della batteria, che lo rendeva inutilizzabile dagli studenti nelle scuole.