Cybercrime 2.0 e social networks? La Ue contrattacca

di Tullio Matteo Fanti

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Si riconferma l'allarme social networks come porta "privilegiata" per gli attacchi informatici, anxhe alle reti aziendali. La Ue risponde con un piano quinquennale

La nuova frontiera per la diffusione di malware e spam è rappresentata dai portali di social networking: dopo l’allarme lanciato da Norman, anche la società di sicurezza G-Data espone i pericoli per singoli utenti e imprese, legati all’utilizzo di tale strumento di condivisione.

Secondo Ralf Benzmüller di G-Data, i cybercriminali avrebbero trovato nei portali di social networking un’esca ideale per attirare gli utenti su siti predisposti per spiare e sottrarre dati personali.

Anche le aziende rientrano nel mirino dei malfattori: utilizzando le informazioni in merito ad una società (ad esempio su Xing o Linkedin), si possono poi inviare mail phising al management, al reparto vendite o ad altri account strategici.

Se all’interno dell’azienda mancano le misure di sicurezza necessarie a prevenire l’attacco, alcuni spyware, malware o trojan potrebbero infiltrarsi nel sistema aziendale, con tutte le conseguenze del caso.

In questo scenario, la Comunità Europea è in procinto di lanciare una nuova campagna di lotta al cybercrime, attraverso lo stanziamento di 300mila euro da assegnare all’Europol per la realizzazione di un sistema aprova di attacco criminali su Internet e di segnalazione tempestiva sulle minacce emergenti.

Tra le altre misure intraprese dal Piano quinquennale Ue, incoraggiare una migliore condivisione delle informazioni tra le forze di polizia delle diverse nazione e le compagnie private, in particolare per quanto riguarda i metodi di indagine.