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2008, l’anno del WiMax

di Paolo Iasevoli

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Secondo Intel il prossimo sarà l'anno del boom definitivo del Wimax. Intanto a Santa Clara stanno sviluppando un sistema per usare i cellulari con questa nuova tecnologia

Mentre le vicende legali relative alla cessione delle licenze infiammano Italia e USA, arriva perentoria la voce di Intel: il 2008 sarà sicuramente l’anno del WiMax.

La tecnologia WiMax consente il trasferimento dei dati senza fili ad elevata velocità (fino a 70 Mbps con un raggio di circa 60 km), e si presta perciò ad innumerevoli usi sia in ambito aziendale che civile. Non a caso sono molte le amministrzioni che stanno dotando aree cittadine sempre più vaste di connessioni basate sul WiMax.

E non a caso sempre più società investono ingenti capitali nell’affare, come dimostra anche il recente esempio di Google. Sulla stessa linea Intel, che ha in serbo un progetto decisamente ambizioso per lo sviluppo e la diffusione della tecnologia. Grazie a una partnership con i carrier Sprint Nextel e Clearwire, infatti, l’obiettivo prefissato è quello di creare una rete per cellulari alternativa all’attuale standard 3G.

Secondo i piani di Intel, entro la fine del 2008 gli USA potranno contare su un network wireless con un’ampiezza di banda compresa fra i 2 e i 4Mbps che raggiungerà circa 100 milioni di persone. Ovviamente la partita per Intel è molto più interessante di quanto possa sembrare a prima vista.

Il WiMax sarà infatti la caratteristica principale dei suoi nuovi notebook (nome in codice: Montevina), che offriranno una connessione always-on senza fili, in sostituzione della tradizionale linea ADSL.

Oltre al proprio contributo, Intel ha puntato sul successo del WiMax perché prevede che tutti i giganti del Web, a cominciare da Google e Yahoo, presto offrirano dispositivi mobili a basso costo per la navigazione wireless. Il vero affare, assicurano a Santa Monica, saranno i servizi a pagamento che verrano resi disponibili agli abbonati.

I pronostici di Intel dipingono quindi uno scenario florido per la nuova tecnologia …almeno in USA. Un simile livello di diffusione non potrebbe essere raggiunto senza un quadro normativo adeguato, che negli Stati Uniti sembra essersi ormai definito, con le regole fissate ieri dal Governo.

Si tratta di leggi che assicurano l’accesso libero alle frequenze concesse in licenza, garantendo il supporto a qualsiasi tipo di dispositivo, applicazione o servizio. Resta da vedere in che modo evolverà la situazione in Italia.