L’anziano e il mondo dell’ICT

di Stefano Pierini

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Il termine anziano sta perdendo sempre più il connotato negativo. Una volta si diceva "è un vecchio", mentre oggi sempre più spesso si parla di nonni con significato tout court

La società ha modificato la sua composizione demografica e nei centri urbani la popolazione over 65 costituisce ormai quasi il 25 % del totale. Ma molte situazioni di vita urbana trascurano questa diversa composizione sociale. La stessa tecnologia non riesce ancora a percepire come “importante” il problema: vediamo, ad esempio, come sono progettate le comunicazioni per l’utilizzo dei mezzi pubblici. Alle fermate dei bus si trovano segnaletiche minuziose, particolareggiate, ma con scritte che sono invisibili alle persone di una certa età che hanno i normali problemi di vista (miopia, presbiteria) e siccome i maggior utilizzatori del mezzo pubblico sono proprio gli anziani, risultano poco efficaci come strumento di informazione. Alcune amministrazioni, dimostrando anche una buona lettura dei fabbisogni degli over 65, hanno installato in alcuni possibili luoghi cittadini dei bagni pubblici, con aspetto decoroso e ben mimetizzabile. Ma hanno utilizzato la lingua inglese e hanno illustrato con immagini multi task le varie sequenze per l’apertura e la chiusura, rendendo “ansioso” il loro utilizzo per chi non conosce termini stranieri o simboli magari utilizzati dai giovani. Questo breve esempio viene citato per dimostrare come sia necessario nella progettazione rivedere le varie categorie di target e prendere coscienza che l’utilizzatore finale maggiore possa avere caratteristiche di fruibilità molto diverse da un utilizzatore casuale.

L’anziano e la multimedialità

Cosa utilizza l’over 65 della tecnologia multimediale di norma presente nelle abitazioni o nei centri commerciali? I dati riferiti all’anno 2007, evidenziano questo scenario:

  • il 90% la tv
  • il 3% la pay-tv
  • il 2,5% il cellulare
  • il 2% il videoregistratore

Un 13,5% utilizza la carta di credito (o bancomat), il 7% adopera il Pc frequentemente, mentre la navigazione in rete viene effettuata dal 2,5% degli anziani.

La programmazione europea, regionale e le necessità sociali

Le barriere per una maggiore espansione sono rappresentate dal costo e dalla carenza di formazione. Nel 2007 l’Unione Europea, attraverso il Comitato delle Regioni, aveva prodotto delle raccomandazioni strategiche con il piano di azione “Invecchiare bene nella società dell’informazione”. Nello stesso programma comunitario “i-2010. Una società europea dell’informazione per la crescita e l’occupazione”, le esigenze di una società che sta invecchiando velocemente avevano trovato ampio spazio di intervento e attenzione. Il documento delle Regioni si poneva come obiettivo di stimolare l’interesse dei governi europei nello sperimentare le tecnologie sia in ambito professionale che in quello domestico. L’utilizzo dei fondi strutturali europei, ognuno per la sua specificità, potrà far sperimentare alcune innovazioni tali da orientare alcune scelte di vita sociale che rendano maggiormente fruibile l’apporto dell’esperienza dell’anziano.

Tra queste iniziative si segnalano i programmi di formazione nel settore dell’educazione permanente, le applicazioni di semplificazione nell’utilizzo delle apparecchiature domestiche e della sicurezza personale addotti dalla domotica, l’accessibilità dei siti Internet, l’applicazione della telemedicina per l’assistenza domiciliare, l’uso della robotica per alcune malattie invalidanti la mobilità, ecc.. Per la diffusione di queste innovazioni sociali possono essere di aiuto le risorse del Fondo Sociale Europeo (azioni di formazione long life), il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (infrastrutture e nuove tecnologie), i programmi Quadro della Ricerca (sperimentazioni, progetti pilota, ecc..), specifici programmi comunitari sull’ICT. Anche la programmazione Regionale deve orientarsi con logiche di complementarietà, basti pensare alle interconnessioni esistenti fra servizi sociali, sanitari e abitativi.

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