Donne poco interessate all’ICT

di Marianna Di Iorio

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Le studentesse hanno poco interesse a intraprendere gli studi nel settore IT e chi lo fa non intende avviare la propria carriera in questo ambito

L’IT è un mondo che ancora riguarda da vicino soltanto gli uomini. Ad evidenziarlo, un nuovo studio commissionato da Cisco. Alla base, la mancata voglia da parte delle studentesse di proseguire gli studi nel settore IT e la non volontà di avere una carriera in questo ambito.

Lo studio “Donne e ICT: perché le ragazze non entrano nel mondo della tecnologia”, è stato commissionato da Cisco a EUN Schoolnet e ha coinvolto studenti, insegnanti e genitori di Italia, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito.

Si tratta di un dato abbastanza interessante, condiviso dal 50% delle ragazze intervistate. Anche se dimostrano capacità e competenze nell’informatica e la stessa attitudine mostrata dai ragazzi, le studentesse affermano che non è sufficiente amare l’informatica per considerla l’attività del proprio futuro. Anzi, l’IT viene paragonata ad “una cosa da uomini”.

«La competitività dell’Europa dipende dalla capacità di attrarre e trattenere lavoratori specializzati, specialmente nel settore Hi-Tech: ma solo un esperto di informatica su 5 è donna», ha commentato Viviane Reding, Commissario dell’Unione Europea.

Anche in Italia, c’è una parità di conoscenze e attitudine tra ragazzi e ragazze, ma anche qui soltanto il 15% delle donne dichiara di voler studiare in questo settore. Tra le motivazioni del mancato interesse, inesistenti modelli femminili a cui ispirarsi per fare carriera.

Secondo gli studiosi, un ruolo chiave potrebbe essere svolto dalle madri. Sono loro le uniche che, mostrando interesse e voglia di acquisire competenze informatiche, potrebbero entusiasmare le figlie.

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