Obama: l’open source è sicuro?

di Marianna Di Iorio

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Il nuovo Governo degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di utilizzare software open source al proprio interno

Il rapporto di Obama con la tecnologia si fa sempre più stretto. Il nuovo Governo sta ora cercando di analizzare i benefici derivanti dall’utilizzo di softaware open source e per fare questo ha interpellato il presidente di SUN, Scott McNealy.

In particolare, a McNealy è stato chiesto di preparare un documento di analisi dell’utilizzo del sofware libero all’interno del governo, per valutare eventuali miglioramenti in termini di sicurezza e di rapporto costi-benefici.

«Il Governo – ha affermato McNealy – dovrebbe utilizzare prodotti open source, basandosi sulle implementazioni di riferimento per migliorare la sicurezza, ottenere una maggiore qualità del software, costi più bassi, maggiore affidabilità. Tutti benefici che vengono forniti con il software aperto».

Il Presidente Obama, dal canto suo, si dice pronto a ridurre i costi supportati dal governo e ad attivarsi in tal senso. Secondo l’Open Source Initiative – OSI proprio l’uso del sofware libero potrebbe essere una delle principali soluzioni.

McNealy aggiunge, inoltre, che per portare questo cambiamento all’interno del governo americano occorra avere a disposizione la figura di CIO in grado di «avere il potere di veto, il diritto di eliminare qualsiasi hardware, software o di rete del prodotto, che tocca la rete federale. Lui o lei dovrebbe avere il potere reale, una reale supervisione e la possibilità di determinare conseguenze per l’occupazione reale. Ciò è quello che ogni impresa fa e che il Governo non fa».

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