Sardegna: dopo il DTT arriva l’Open source

di Roberta Donofrio

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La regione ha approvato un disegno di legge che avvia l'adozione del software libero e di altri strumenti tecnologici a favore della e-democracy

La Sardegna segna una nuova tappa nel processo di innovazione tecnologica. Dopo il passaggio al Digitale terrestre, ha avviato l’adozione del software libero attraverso il disegno di legge (Ddl) approvato dalla Giunta regionale sarda sulle “Iniziative volte alla promozione e allo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in Sardegna”.

Il Ddl contempla le politiche che l’amministrazione regionale intende adottare per promuovere il diritto all’uso delle tecnologie, la partecipazione democratica, l’alfabetizzazione informatica, la ricerca per lo sviluppo delle imprese nel territorio.

«La principale novità (del Ddl, n.d.r.) – spiega l’assessore agli Affari Generali Massimo Dadea – è rappresentata dall’inserimento nell’ordinamento regionale del software libero, considerato lo strumento più idoneo per uno sviluppo della società dell’informazione ispirato ai principi di contenimento della spesa pubblica e di tutela della concorrenza. Con questo Ddl la Sardegna si pone all’avanguardia anche nel settore della società dell’informazione».

L’acquisizione del software libero, consentirà all’amministrazione non solo una notevole riduzione dei costi ma di poter disporre del codice sorgente per eventuali modifiche, di svincolarsi da uno specifico fornitore e di arrecare benefici all’industria informatica locale.

Il Ddl, che verrà presentato nei prossimi giorni in un convegno a Pisa, è stato realizzato con la collaborazione della cattedra “Scenari e innovazioni dell’IT” dell’Università di Bologna.