Rete per l’alta tecnologia in Emilia Romagna

di Roberta Donofrio

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Oltre 1000 ricercatori, 14 laboratori e 8 centri per l'innovazione. Questi i numeri della nuova Rete regionale per l'Alta tecnologia dell'Emilia Romagna

La Rete regionale per l’Alta tecnologia dell’Emilia Romagna procede verso la fase di riorganizzazione. L’Assessore alle Attività produttive ha presentato la scorsa settimana il secondo programma relativo alla struttura definito dalla Regione in accordo con il consorzio Aster.

La Rete nasce dal comune intento di Pubblica Amministrazione, imprese e università di promuovere la ricerca industriale, il trasferimento tecnologico e l’innovazione del sistema produttivo dell’Emilia-Romagna.

Ad Aster è stato affidato il coordinamento della Rete per gestire in modo unitario il rapporto con le imprese del territorio attraverso un’Associazione dei laboratori accreditati dalla Regione.

Attualmente la struttura è formata da 14 Laboratori di ricerca industriale e da 8 Centri per l’innovazione, per un totale di oltre mille ricercatori impegnati nello sviluppo di progetti ad alto contenuto tecnologico a sostegno del sistema produttivo regionale. Tra le aree di intervento l’Alta Tecnologia Meccanica, Ambiente, Energia, e Sviluppo sostenibile, Agroalimentare, Edilizia e materiali per le costruzioni, Scienze della vita e Salute, Innovazione organizzativa.

Per l’attività dei laboratori 2008-2009, la Regione ha stanziato finora 43 milioni di euro, ma l’investimento più cospicuo è destinato alla realizzazione dei tecnopoli, dei centri di ricerca situati nelle diverse città. Per questo progetto mentre nei prossimi anni, fino al 2013, verranno assegnati 100 milioni.