Firma digitale, 100 mln i documenti sottoscritti

di Lorenzo Gennari

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Al Forum PA, presentati i dati sull'utilizzo della firma digitale. Risultati ottimi soprattutto sul fronte della riduzione dei flussi cartacei

Le organizzazioni che utilizzano la firma digitale hanno drasticamente ridotto il flusso dei loro documenti cartacei. È quello che è emerso durante il convegno “Semplificare la firma digitale” tenutosi durante il Forum della Pubblica Amministrazione a Roma.

Giovanni Manca, responsabile dell’ufficio standard architetture e metodologie del Cnipa, ha sottolineato però, intervenendo al convegno, che la necessità di ridurre i flussi cartacei, sia nella Pubblica Amministrazione che nel privato, non deve rallentare il processo dell’innovazione.

Ora che l’uso della firma digitale comincia ad essere significativo, si può ben dire che l’obiettivo è stato centrato. Infatti, sono ben 100 milioni su base annua i documenti che vengono sottoscritti digitalmente e sono oltre 3,2 milioni i dispositivi di firma distribuiti dai 17 certificatori accreditati.

Manca ha poi specificato come il momento di svolta tecnologica nell’utilizzo della firma digitale non deve frenare l’utilizzo e lo sviluppo degli altri meccanismi per la sottoscrizione digitale, meno diffusi della smart card, ma più semplici per l’utente.

«Nonostante la cosa possa sembrare sorprendente – ha spiegato Manca – il CNIPA ha constatato che la maggior parte delle telefonate di tipo tecnico ai call center dei certificatori accreditati per la firma digitale è per ricevere assistenza sui lettori di smart card».

L’esperto del CNIPA, inoltre, ha reso noto che «è stata avviata una serie di attività di regolamentazione e di assistenza alle imprese per lo sviluppo di tecnologie di ultima generazione che consentano di superare l’obbligo di utilizzo del lettore di smart card, come il dispositivo di firma USB».

Manca ha ricordato infine che, pur essendo strumenti conformi alla legislazione, essi sono ancora in una fase di maturazione tecnologica. Per questo sono state avviate sia azioni di vigilanza, sia azioni normative volte ad aggiornare i regolamenti tecnici, anche per evitare che l’innovazione venga frenata da aspetti burocratici.

Il Cnipa, ad esempio, ha appena approvato uno schema di decreto sulle nuove regole tecniche per la firma digitale che aggiorna le regole emanate dal Governo Berlusconi all’inizio del 2004.