Gli “scontrini parlanti” e la nuova tessera sanitaria

di Ignazio Burgio

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Con l'inizio del 2008 cambia la normativa riguardante il rapporto tra cittadini e Sanità: la nuova tessera sanitaria diventa pienamente operativa e mostra tutte le sue potenzialità nel monitoraggio della spesa farmaceutica

Cosa cambia per medici e pazienti

A partire dal 1 gennaio 2008 su tutto il territorio nazionale (salvo che in Toscana, regione che si è tirata fuori da questo sistema) per ricevere una qualsiasi prestazione medica assistita e per acquistare medicinali mutuabili in farmacia è indispensabile presentare oltre alla ricetta anche la tessera sanitaria in questione, che sia quella propria o di altre persone (nel caso in cui ad esempio si prendano i farmaci per un proprio familiare).

Questo perché, in base all’art. 50 della legge n. 326/2003, l’operatore deve assicurarsi che il codice fiscale della ricetta coincida con il codice fiscale dell’intestatario prima di trasmettere la ricetta medesima alle ASL. Tuttavia il medesimo art. 50 prevede che anche in assenza di tessera sanitaria, il farmacista debba ugualmente fornire i medicinali all’assistito purché la ricetta sia provvista di valido codice fiscale. E qui possono sorgere i primi problemi.

Come infatti hanno constatato i farmacisti dell’Umbria e dell’Abruzzo, dove la fase sperimentale è già terminata nel 2006 ed entrata a regime dal 1 gennaio 2007, almeno la metà di coloro che entrano in farmacia è sprovvisto di tessera. La conseguenza è stata che il 50% delle ricette sono state trasmesse alle ASL con la dicitura automatica di “codice difforme” dal momento che non è stato possibile effettuare il doppio confronto.

Poiché la legge prevede anche una sanzione di 2 euro per ogni ricetta anomala, le associazioni di categoria come la Federfarma, oltre a protestare contro questa disposizione, raccomandano ai farmacisti di sensibilizzare la propria clientela, motivandola anche in ragione della recente introduzione del cosiddetto “scontrino parlante”.

Al fine di poter detrarre dalle tasse il costo dei farmaci infatti, dal 1 gennaio è obbligatorio che lo scontrino della farmacia debba contenere la dicitura “farmaco”, il nome e la quantità delle confezioni ed il codice fiscale di chi lo utilizzerà. Quest’ultimo non potrà più essere inserito a penna dall’utente, ma dovrà essere riportato automaticamente da un apposito registratore di cassa “parlante” collegato al software gestionale in grado di prelevare il medesimo codice, tramite i dispositivi ottici, normalmente proprio dalla tessera sanitaria.