L’Olanda sceglie l’Open Source

di Claudio Mastroianni

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Il parlamento olandese ha stabilito che dall'Aprile 2008 l'Amministrazione Pubblica e quelle locali dovranno adottare preferenzialmente software libero e ODF

Continua la scalata dell’Open Source in ambito amministrativo: anche l’Olanda, dopo Giappone e Belgio, ha infatti deciso di passare al software libero e ai formati di documento aperti.

A stabilirlo è stato il Parlamento dei Paesi Bassi, che ha votato una mozione in favore del passaggio all’Open Document Format e degli applicativi non proprietari, da effettuarsi forzatamente a partire dall’Aprile 2008.

Da quella data, gli organi dell’amministrazione centrale dovranno utilizzare preferenzialmente software Open Source, tranne nei casi in cui siano in grado di presentare una giustificazione al mancato passaggio, giustificazione che dovrà comunque essere approvata da una speciale commissione. Per le amministrazioni locali, invece, la data d’inizio del cambiamento è stata stabilità per l’inizio del 2009.

Forti le critiche da parte di Microsoft Olanda, che ha pesantemente avversato a delibera del parlamento. Al riguardo, le parole del direttore generale Rinserna sono state esplicite: «C’è un ecosistema attorno ai nostri prodotti che impiega 170.000 persone. Offrono ogni sorta di servizi. Con l’incertezza nel programma, mi chiedo se avranno ancora una licenza per lavorare».

Soddisfazione invece dai promotori dell’iniziativa: «Abbiamo visto un grosso interesse per il nostro progetto anche all’estero. È già stato tradotto in inglese, ad esempio. E, a proposito: è già anche stato pubblicato, nell’Open Document Format».