Virtualizzare il patrimonio culturale europeo

di Paolo Iasevoli

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L'università belga di Loviano, nell'ambito del progetto EPOCH dell'UE, sta mettendo a punto nuove tecnologie per trasformare manufatti antichi in modelli tridimensionali

Reperti archeologici, libri antichi, fotografie storiche: presto l’intero patrimonio culturale europeo potrebbe essere “trasportato” sul Web in forma digitale, come sta dimostrando l’università di Loviano, in Belgio.

Per raggiungere quest’obiettivo, l’Unione Europea ha istituito un progetto ad hoc, EPOCH (Excellence in Processing Open Cultural Heritage), a cui partecipano circa 100 istituti culturali europei. I ricercatori sono al lavoro per sfruttare al massimo le nuove tecnologie e metterle al servizio della cultura.

Una volta tradotto in forma virtuale, infatti, l’immenso patrimonio del Vecchio Continente sarebbe a disposizione di tutti, immediatamente accessibile tramite internet, su siti che diverrebbero dei veri e propri musei tridimensionali. Inoltre, in questo modo è possibile salvaguardare opere particolarmente delicate, che verrebbero “immortalate” nella loro versione digitale.

E per versione digitale si intende una versione in tutto e per tutto uguale all’originale. Gli esperimenti in corso all’università di Loviano puntano proprio verso la creazione di modelli 3D. Attualmente è in corso l’acquisizione di una tavola cuneiforme del IV millennio a.C.: tramite uno speciale scanner il manufatto viene digitalizzato e un apposito software permette di elaborare una ricostruzione tridimensionale.

Altro progetto particolarmente significativo è quello portato avanti all’Aia dalla Biblioteca Nazionale dei Paesi Bassi, che sta procedendo alla digitalizzazione di 30 milioni di documenti, che saranno poi resi disponibili sul sito della Biblioteca.

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