Decreto Fare: il Wi-Fi è davvero libero?

di Filippo Vendrame

scritto il

Il Governo Letta ha approvato in questi giorni il così detto Decreto del Fare, una serie di norme che tenteranno di rilanciare l’economia del Paese Italia. Tra le norme presenti c’è ne è una che far riferimento alle reti WiFi pubbliche.

=> Approfondisci: Decreto Fare, Wi-Fi libero e Agenda Digitale

Molti ricorderanno il famoso decreto Pisanu del 2010 che andava, dopo molte pressioni da parte dei media, a liberalizzare l’uso del WiFi nelle aree pubbliche. Prima infatti per poter offrire liberamente una connessione WiFi pubblica era necessario sottostare ad una serie di norme di difficile attuazione che avevano scoraggiato la diffusione di questa tecnologia.

=> Leggi la sintesi delle misure del Decreto Fare

Nel nuovo Decreto del Fare del Governo Letta, non troviamo uno stravolgimento del Decreto Pisanu, che di fatto aveva già  liberalizzato l’uso delle reti wireless, ma un punto fermo che mette definitivamente la parola fine ad ogni possibile passo indietro. Il Decreto Pisanu infatti affermava anche che il Ministero degli Interni avrebbe in futuro emanato alcune norme per regolamentare gli accessi pubblici. Regolamento però mai arrivato.

Con il Decreto del Fare, è stato stabilito che si potrà  non solo offrire liberamente connettività  WiFi ma che non sarà  più necessario identificare gli utenti ma solo i dispositivi connessi. Insomma, tutti coloro volessero offrire senza scopo di lucro connettività  wireless al pubblico non dovranno più schedare i clienti ma solo garantire la tracciabilità  dei dispositivi connessi.

Il che tradotto, significa che basterà  registrare il logging dell’ip per essere in regola.