Bing: stop alla rintracciabilità dopo sei mesi

di Michele C. Soccio

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Microsoft ha annunciato l’introduzione di una nuova politica di conservazione dei dati sul suo motore di ricerca. I dati che riguardano gli utenti e che vengono raccolti da Bing durante le query verranno cancellati dopo sei mesi.

Il trattamento dei dati relativi alle sessioni di ricerca prevede che Bing cancelli immediatamente l’associazione tra query seguita e nome utente (per gli utenti registrati). L’associazione tra indirizzo IP e query viene invece attualmente mantenuta per 18 mesi, al termine della quale Bing continua a mantenere le statistiche sulle ricerche ma cancella qualunque riferimento all’indirizzo IP dell’utente. L’annuncio di Microsoft riguarda proprio quest’ultima “scadenza”, che nei prossimi anni verrà ridotta a sei mesi.

La messa in opera della nuova politica non sarà quindi immediata: occorreranno tra i 12 e i 18 mesi prima che la promessa sia attuata. Questo vuol dire che per i primi risultati occorrerà attendere altri due anni.

Con la conservazione dei dati ridotta a sei mesi Bing si posiziona saldamente al secondo posto tra i “big” dei motori di ricerca. La prima posizione è mantenuta da Yahoo che mantiene la tracciabilità delle sessioni di ricerca per soli tre mesi, mentre con nove mesi l’ultimo posto per la privacy spetta a Google.

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