L’Italia e lo SPAM: matrimonio in vista?

di Stefano Besana

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L’Italia, leggendo le classifiche di Sophos, non rientra ancora tra la dozzina di paesi che vengono elencati come maggiori produttori di spam nel mondo. Ma la cosa se da un alto può farci piacere dall’altro ci porta a domandarci in che posizione sia situato il nostro paese.

Ebbene tra questo mese e quello scorso l’Italia si è “mossa” attorno alle posizioni tredici e quattordici.

La nostra produzione di SPAM è pari all’1,9% di tutta la produzione mondiale: non è molto ma dobbiamo anche considerare la realtà Italiana nel suo complesso e specifico rapporto con la tecnologia e con Internet. Siamo circa 60 milioni e la penetrazione di Internet nel nostro paese è di qualcosa come il 15/18% (vado a memoria, non avendo i dati sottomano, correggetemi se sbaglio).

In testa alla classifica appaiono paesi come Cina, Stati Uniti, Russia che hanno sicuramente un numero maggiore di abitanti rispetto alla nostra realtà e hanno un differente livello di integrazione della tecnologia.

La situazione è grave dunque? Siamo piazzati abbastanza bene in una classifica che non ci fa onore e la nostra posizione non sembra peggiorare (posizione in classifica) col tempo, anzi.

La soluzione? Io per il momento non la vedo, mi piacerebbe discuterne con voi. Chi ci segue sa come la pensiamo in termini di educazione e maturazione di nuova consapevolezza da parte delle utenze. Ma a livello di rimedi pratici e concreti come ci poniamo?

Continuiamo a perdere il nostro tempo per arginare questo fenomeno? Vedete possibili alternative?

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