Banca dati dei medici specialisti: online la mappa nazionale

di Teresa Barone

10 Aprile 2026 12:23

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Online la banca dati nazionale sul sito del Ministero della Salute con i dati statistici di tutti i medici specialisti che operano nel sistema sanitario pubblico e privato in Italia.

Il Ministero della Salute ha realizzato insieme all’ISTAT e al Co.Ge.A.P.S. (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) la prima banca dati nazionale dei medici specialisti, ora consultabile online. Non si tratta però di un elenco di nominativi: lo strumento raccoglie dati statistici aggregati sui professionisti sanitari per singola specializzazione, genere, fascia d’età e regione di esercizio, con l’obiettivo di offrire una base di pianificazione sanitaria e una stima del fabbisogno formativo futuro.

Come funziona la banca dati dei medici online

La banca dati è consultabile online sul portale del Ministero della Salute e dell’ISTAT. I dati sono esclusivamente di natura statistica e aggregata: la banca dati non contiene nominativi né informazioni personali sui singoli professionisti e non è pensata come strumento di ricerca di un medico. Serve piuttosto alle istituzioni — Ministero, Regioni, scuole di specializzazione — per analizzare la composizione dell’offerta sanitaria e programmare interventi.

Le tavole disponibili riportano i dati dei medici specialisti attivi nel sistema sanitario pubblico e privato per specializzazione prevalente esercitata, riferiti al 31 dicembre 2023 e al 31 dicembre 2024. I dati sono diffusi per genere, classi di età e regione di svolgimento dell’attività, per tutte le specializzazioni riconosciute e per le tre macro-aree: medica, chirurgica e dei servizi.

Sul fronte dell’offerta professionale, la nuova banca dati colma un vuoto informativo che finora rendeva difficile confrontare la distribuzione degli specialisti nelle diverse regioni e stimare il fabbisogno futuro con dati aggiornati e metodologicamente omogenei. La disponibilità centralizzata di queste informazioni, combinata con gli strumenti di digitalizzazione già attivi, punta a rendere la programmazione sanitaria meno reattiva e più anticipatoria.

L’integrazione dei dati consente alle istituzioni di rilevare squilibri territoriali nella distribuzione dei professionisti e di anticipare i vuoti d’organico nelle specializzazioni più critiche — anestesiologia, medicina d’urgenza, ginecologia — calibrando di conseguenza il numero di borse nelle scuole di specializzazione e le politiche di assunzione per ridurre le liste d’attesa.

Sanità: la distribuzione per specializzazione

Dai report disponibili emerge che quasi la metà degli specialisti attivi opera nell’area medica (45,9%), con malattie cardiovascolari e medicina interna in cima per numerosità. Il 27,5% è attivo nell’area dei servizi — con anestesia, rianimazione e radiodiagnostica ai primi posti — e il 26,6% nell’area chirurgica, guidata da ginecologia e ostetricia e chirurgia generale. Quest’ultima area mostra un marcato divario di genere: la quota scende al 19,2% tra le mediche e sale al 32,9% tra i colleghi uomini, confermando una distribuzione ancora asimmetrica nelle specialità operative.

Un sistema sotto pressione demografica

La banca dati rivela una pressione strutturale che la statistica descrittiva da sola non restituisce. I medici uomini hanno un’età media di 58 anni e il 55,1% ha 60 anni o più: una quota rilevante destinata a uscire dal mercato del lavoro nei prossimi anni. Le mediche sono in media più giovani, con 51 anni di età media, con punte di 45 anni nella cardiochirurgia e 59 anni nella medicina termale.

Questo quadro demografico rende la banca dati uno strumento di policy più che di rendicontazione: sapere dove e quando si concentreranno le uscite consente una programmazione anticipata delle borse di specializzazione e delle assunzioni nel SSN. Un tema al centro anche degli interventi sulla sanità nella Manovra 2026, che ha stanziato 2,4 miliardi per potenziare il personale e aumentare gli stipendi di medici e infermieri.

Semplificazioni e digitalizzazione del SSN

La nuova banca dati si inserisce in un percorso più ampio di riforma e digitalizzazione del sistema sanitario nazionale avviato negli ultimi mesi. Sul fronte dell’esercizio professionale, il Decreto Semplificazioni in Sanità ha introdotto dal dicembre 2025 la possibilità di rilasciare certificati di malattia in telemedicina, la validità delle ricette allungata a 12 mesi e nuovi servizi sanitari erogabili direttamente in farmacia.

Sul fronte della gestione clinica, il Fascicolo Sanitario Elettronico è entrato a regime il 31 marzo 2026, con l’obbligo per strutture pubbliche e private di caricare referti e documentazione entro cinque giorni dall’erogazione della prestazione, attivando contestualmente il profilo sanitario sintetico del paziente.