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Terza dose di vaccino dal primo dicembre agli over 40

di Barbara Weisz

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Il primo dicembre parte la terza dose di vaccino Covid dai 40 ai 60 anni per chi ha terminato il ciclo da sei mesi: l'annuncio del ministro Speranza.

Dal primo dicembre inizia la somministrazione della terza dose di vaccino Covid agli over 40: il nuovo step della campagna vaccinale è stato annunciato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, nel question time alla Camera di mercoledì 10 novembre. Occasione che ha consentito una serie di precisazioni sulla campagna vaccinale in corso e sulle regole sul Green Pass.

Terza dose dai 40 anni

L’apertura delle prenotazioni il primo dicembre consente la messa in sicurezza di molte persone entro le festività natalizie. Si confermano dunque le anticipazioni sul picco di somministrazioni delle terze dosi fra dicembre e febbraio prossimo. Il Governo, ha annunciato il Ministro Speranza in Aula, procede dunque come di consueto per fasce anagrafiche:

dal primo dicembre, nel nostro Paese saranno chiamati alla dose aggiuntiva, al richiamo anche le fasce generazionali di chi ha tra i 40 e i 60 anni.

Al momento, invece, possono prenotare la terza dose di vaccino anti Covid i pazienti fragili (le categorie specifiche sono indicate nel dettaglio dalle circolari ministeriali), le persone con più di 60 anni, e coloro che si sono vaccinati con il monodose di Johnson & Johnson (il Janssen, unico vaccino che prevede una sola somministrazione). In tutti i casi, devono essere passati almeno sei mesi dalla prima dose. Per quanto riguarda il booster, «il richiamo è stato offerto a 2.409.596 persone, nella giornata di oggi (10 novembre, ndr) supereremo sicuramente 2 milioni e mezzo di persone».

«Riteniamo che la terza dose sia un tassello essenziale della nostra strategia di contrasto al Covid – ha spiegato Speranza ai deputati -. La mia personale opinione è che più il Paese riuscirà a rafforzarsi anche sulla terza dose, sull’accelerazione della terza dose, più saremo in grado di gestire una coda dell’autunno e un inverno che, come si vede anche analizzando i numeri che arrivano in queste ore da altri Paesi (la Germania segnala, nella giornata di ieri, 40mila casi in 24 ore) è ancora una sfida aperta non semplice da gestire».

Il ministro fornisce anche un chiarimento:

Dal 1° dicembre si apre alla fascia di età 40/60 per la somministrazione della terza dose, ma devono essere passati sei mesi dal completamento del ciclo primario e sempre con vaccino RNA.

Il ministro ha poi fornito i dati aggiornati sull’andamento della campagna vaccinale: «siamo all’86,62% di persone che hanno avuto la prima dose e all’83,77% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo insistere, perché ogni singolo vaccino in più ci consente di avere uno scudo più forte rispetto alle settimane che stanno per arrivare». Secondo anticipazioni, è al vaglio l’obbligo della terza dose di vaccino per i sanitari.

Green Pass

Per quanto riguarda il Green Pass, Speranza ha risposto a una domanda sull’ipotesi di allungarne la durata a 12 mesi anche per i soggetti guariti dal Covid. Attualmente, ha ricordato il Ministro, il Green Pass è valido 6 mesi per i guariti e 12 mesi per i vaccinati. «La categoria di soggetti guariti tout court costituisce un unicum specifico, in cui l’osservazione scientifica ha evidenziato una risposta immunitaria diversa rispetto ai soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale. Tra questi ultimi, deve ritenersi compreso il caso del guarito cui, entro 6 mesi, viene somministrata una dose di vaccino».

La guarigione con la somministrazione di una dose viene equiparata alla vaccinazione, con conseguente validità della certificazione verde di 12 mesi a partire dalla somministrazione della seconda dose in questione

Ancora: le regole europee prevedono che «i certificati di guarigione possono avere una durata massima di 180 giorni dal primo test molecolare positivo».

C’è l’impegno del Governo a valutare comunque l’estensione del Green Pass a 12 mesi per i guariti, avviando innanzitutto «un percorso di approfondimento con gli organi tecnico-scientifici competenti, ivi compreso il Comitato tecnico-scientifico, onde acclarare se, alla luce degli studi più recenti, vi siano le condizioni per valutare diversamente la validità del Certificato Verde rilasciato ai guariti, ferma restando la verifica di compatibilità di tale opzione con il regolamento europeo menzionato quanto ai fini della mobilità transfrontaliera».