PA innovativa? Solo se obbligata

di Teresa Barone

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Enti pubblici nazionali e soluzioni innovative: a che punto siamo? Il report dell?Osservatorio eGovernment.

L?innovazione della PA italiana procede a piccoli passi, ma i segnali positivi e il completamento di progetti di rinnovamento arrivano solo in seguito all?entrata in vigore di una precisa norma che impone cambiamenti.

La ricerca 2013 dell’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, illustrata a Roma presso l?Agenzia per l’Italia Digitale, mostra come la Pubblica Amministrazione italiana promuova iniziative innovative solo in vita di possibili sanzioni, in pratica se obbligata a farlo.

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Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, illustra nel dettaglio gli esiti dello studio: «In Italia circa 60% delle Pubbliche Amministrazioni dichiara di aver sviluppato progetti di innovazione nell?ultimo anno. Dalla nostra ricerca emerge che quando l?intervento di Enti nazionali o regionali contempla l?utilizzo di strumenti normativi coercitivi (law enforcement) l?uniformità e la rapidità di implementazione delle singole misure aumentano (compliance). Ne è un esempio il traguardo di alcuni degli obiettivi dell?Agenda Digitale Italiana quale quello relativo all?Amministrazione Trasparente, la cui mancata implementazioni avrebbe comportato sanzioni e che risulta già realizzata o in fase di realizzazione per il 79% dei Comuni.»

Per quanto concerne altri servizi digitali per i quali sono previste sanzioni, prosegue Noci, la diffusione è ancora molto lenta (si parla dell?identità digitale, del domicilio digitale e dei pagamenti elettronici).

L?indagine, che ha coinvolto 619 Enti tra Province, Comuni e Gestioni Associate, mette in evidenza alcuni dati relativi a diverse aree di interesse inerenti la modernizzazione e l?innovazione della PA: si parte con l?Open government, che vede solo un ente su due impegnato a ottemperare agli obblighi di trasparenza previsti dalla legge varata da oltre un anno (DL 33/2013).

A crescere, tuttavia, è l?utilizzo dei social network da parte degli Enti pubblici per favorire il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini: il 52% delle Regioni e il 59% dei Comuni capoluogo ha una pagina Facebook, mentre Twitter è utilizzato rispettivamente dal 57% delle amministrazioni regionali e dal 63% di quelle comunali relative ai capoluoghi.

Per quanto concerne il riuso, invece, la percentuale degli Enti che ha utilizzato soluzioni esistenti è pari al 16%, mentre l’82% delle PA sfrutta piattaforme di eProcurement per acquistare beni e servizi ICT, sebbene solo l?11% sia effettivamente passato al sistema telematico con più del 75% degli acquisti.

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Se il 23,5% dei cittadini ha utilizzato sistemi di pagamento elettronici verso la PA, il 72% degli Enti locali è sprovvisto di servizi che consentono qualsiasi forma di mobile payment.

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