L’evoluzione dell’e-Government

di Sabina Pugliese

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Da vetrine puramente informative a veri e proprio luoghi di dialogo con i cittadini e le imprese: ecco come sono cambiati i siti web della PA

Si legge su un comunicato stampa della Commissione europea che «Internet sta cambiando il nostro modo di vivere. L’Europa deve entrare nell’era digitale e basare la sua economia sulla conoscenza. La maniera in cui l’Unione europea gestirà questa transizione influenzerà la qualità della vita, le condizioni di lavoro e la competitività in generale dell’industria e dei servizi europei».

A tale scopo sono state istituite diverse conferenze nel corso degli anni, i cui partecipanti, i vari paesi dell’Unione Europea, hanno confrontato i risultati di volta in volta raggiunti, per proporre nuove strategie al fine di implementare le nuove tecnologie nella vita quotidiana dei cittadini.

Nel 2004, il Comitato delle regioni in merito alla “Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni ? Il ruolo dell’eGovernment per il futuro dell’Europa” (pubblicato sulla GUCE C 318 del 22 dicembre), affermava che &aquo;l’eGovernment contribuisce non solo all’efficienza dell’amministrazione pubblica, ma anche alla democrazia, migliorando la governance e la partecipazione dei cittadini alla vita» e che «è necessario un impegno politico ad alto livello per creare strutture e servizi di eGovernment; la maggior parte delle barriere giuridiche non sono a livello europeo, ma a livello nazionale, regionale e locale». Partendo da queste premesse, ogni regione sviluppò ex novo un portale utile ai cittadini.

Come sono cambiati i siti web della PA

Infatti, precedentemente, i risultati ottenuti dalle Pubbliche Amministrazioni riguardavano esclusivamente la diffusione delle informazioni, una direttrice a senso unico: dalle istituzioni al cittadino. La funzione dei siti istituzionali era la pubblicazione di notizie (bandi di concorso, gare, albo) o di altre informazioni che riguardavano le strutture fisiche distribuite sul territorio (orari degli sportelli, indirizzi utili), con la possibilità eventuale di dirigersi su siti più specialistici (ad esempio il portale di una regione poteva reindirizzare l’utente verso il sito di un’altra istituzione).

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