L’e-procurement in Italia

di Lucio Bianciardi

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Il punto della situazione, considerando benefici e limiti dell'acquisto online da parte delle PPAA, e cercando di ipotizzarne il futuro

In un’epoca caratterizzata da una cronica carenza di risorse, la prima conseguenza è che le Pubbliche amministrazioni sono costrette a risparmiare sugli acquisti. Deriva soprattutto da qui la diffusione dell’e-procurement, quell’insieme di strumenti e prassi per effettuare acquisti in modalità elettronica, che la normativa non solo ammette, ma addirittura incentiva.

Il tema è di grande attualità, anche perché il ricorso all’e-procurement necessita di una revisione delle abituali procedure d’acquisto, e quindi si collega alla questione centrale dell’e-government come sfruttare le tecnologie digitali per migliorare le prassi e le modalità organizzative del settore pubblico.

Un po’ di storia

L’e-procurement pubblico in Italia ha visto la luce con la Legge Finanziaria 2000, nell’ambito del Programma per la razionalizzazione della spesa pubblica per gli acquisti di beni e servizi, e ha trovato nella Consip il principale soggetto di riferimento. La Consip è una società concessionaria di servizi informatici pubblici del Ministero dell’Economia e Finanze, che ha ereditato le competenze un tempo del Provveditorato Generale dello Stato.

Con la Finanziaria successiva, il Ministero ha acquisito la facoltà di promuovere aggregazioni tra enti per effettuare acquisti in convenzione. L’anno seguente, la facoltà di acquistare aderendo alle convenzioni Consip è stata estesa agli Enti locali, assieme all’obbligo di adottare gli stessi prezzi, in caso di acquisti autonomi.

La Finanziaria del 2003 ha imposto a tutti gli enti pubblici di ricorrere alle convenzioni Consip, mentre l’anno dopo la norma è stata stemperata in obbligo di adottare solo gli stessi parametri prezzo-qualità. Con l’ultima legge di bilancio le amministrazioni statali sono obbligate a ricorrere al mercato elettronico per acquisti “sotto-soglia”. Attualmente non solo il portale AcquistinRetePA gode di ottima salute, ma sono attivi anche cinque portali regionali, e la Legge Finanziaria 2007 ha stabilito che le centrali regionali e la Consip devono costituire un sistema a rete, perseguendo l’armonizzazione dei piani di razionalizzazione della spesa e realizzando sinergie nell’utilizzo degli strumenti informatici per l’acquisto di beni e servizi.

Perché conviene

Il vantaggio più evidente dell’acquisto in rete è che si risparmia, grazie alle economie di scala che si possono conseguire aggregando l’offerta. Ma il risparmio deriva anche da una significativa semplificazione di tutta la procedura d’acquisto, che porta ad una diminuzione dei carichi di lavoro. È infatti la Consip (o il gestore di un eventuale mercato elettronico regionale) a farsi carico di tutto ciò che precede l’ordine d’acquisto individuazione dei fabbisogni, analisi di mercato, definizione della documentazione, gestione delle aggiudicazioni. Persino dei contenziosi non bisogna occuparsi più, poiché sono anch’essi delegati al gestore del mercato elettronico.

Esistono poi dei vantaggi di carattere più generale per il sistema Paese. La trasparenza, innanzitutto non solo delle procedure di gara, ma anche a causa facilità di reperire i dati, tramite internet, sugli acquisti effettuati dalle PA e sui relativi contratti. Nelle gare elettroniche non si può barare, perché ogni informazione è sotto gli occhi di tutti. Poi ne beneficia la concorrenza al mercato elettronico partecipano molti più fornitori, i criteri di aggiudicazione sono certi e trasparenti e la normativa, nazionale e comunitaria, viene pienamente rispettata.

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