In Toscana arriva l’auto a idrogeno

di Barbara Weisz

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A settembre sarà pronto il prototipo di un veicolo, un furgoncino, alimentato a idrogeno, realizzato dall'Università di Pisa nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione.

È una delle nuove frontiere del trasporto ecosostenibile: l’idrogeno. E su questo punta la Regione Toscana, che «a partire dal 2012» vuole che «almeno un’auto a idrogeno entri nella flotta» delle vetture di servizio. Parola del vicepresidente regionale, Stella Targetti, che ha dichiarato questo obiettivo in occasione della presentazione dei risultati del “Progetto H2 Filiera Idrogeno”.

Dopo tre anni di lavori, la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa realizzerà a partire dal prossimo mese di settembre un prototipo di furgonicono interamente alimentato a idrogeno. Sarà a emissioni zero, e verrà realizzato sulla base del Piaggio Porter. Il motore in realtà è già stato creato, ed è ora in fase di test. Il progetto è stato finanziato dalla stessa regione con uno stanziamento di cinque milioni di euro, e l’ateneo ha collaborato con la scuola Sant’Anna e con aziende toscane, fra cui appunto la Piaggio ma anche Acta spa, Edi srl, Pont-tech.

Due le principali linee di attività: la messa a punto di veicoli con motori che utilizzino l’idrogeno come combiustibile, e lo studio di veicoli elettrici alimentati con celle a combustibile che utilizzano idrogeno per produrre energia elettrica in modo pulito. Fra gli obiettivi del progetto, anche quello di ricercare tecnologie che possano generare nuove attività economiche sul territorio.

Il progetto si basa sulla considerazione che «la mobilità basata sull’idrogeno richiederà mutamenti epocali non solo nella tecnologia motoristica ma anche nelle complesse infrastrutture di produzione e distribuzione del carburante» e anche per questo «i programmi degli Stati più avanzati, e della stessa UE, prevedono non solo il sostegno alla ricerca tecnologica sui motori a idrogeno ma anche la sperimentazione di sistemi di mobilità basati sull’idrogeno, su scala locale e regionale».

Stella Targetti sottolinea le ricadute positive che queste iniziative hanno sull’economia e sull’occupazione e si augura che “altre amministrazioni” imitino l’esempio della Toscana.