Web e sicurezza, LAit organizza incontro

di Lorenzo Gennari

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LAit SpA, società di innovazione tecnologica della Regione Lazio, ha organizzato un incontro martedì 30 novembre sul tema della sicurezza delle reti informatiche e dei servizi via web

LAit, acronimo di Lazio Innovazione Tecnologica è la società che, dal 2001, lavora al fianco della Regione Lazio per assicurare la governance dei processi di informatizzazione della Pubblica Amministrazione regionale. Per il 30 novembre, presso la sede della società, nell’ambito dell’Internet Governance Forum Italia 2010, ha organizzato l’evento “La rete, la sicurezza, la Pubblica Amministrazione“.

All’incontro parteciperanno importanti società del settore dell’ICT – tra le quali Microsoft, Hp, Symantec Italy – oltre che rappresentanti dell’associazionismo e dell’Università di Roma “La Sapienza”. Ad accogliere i partecipanti, a partire dalle 9.30, sarà Regino Brachetti, Presidente di LAit SpA, con il suo discorso d’apertura, mentre il consigliere di amministrazione Sergio Bellucci coordinerà i lavori intorno ai temi dei servizi sul web, delle reti e della sicurezza.

L’incontro partirà dall’assunto di un panorama mondiale della sicurezza informatica profondamente variato. Si analizzerà il passaggio dalla filosofia della dimostrazione di “abilità tecnica” da parte di hacker solitari, alla mentalità criminale di truffatori che utilizzano competenze e abbondanza di risorse tecnologiche allo scopo di mettere in atto raggiri nei confronti dei cittadini e della Pubblica Amminsitrazione.

Se prima l’intrusione nella rete informatica di un’azienda o di una PA, da parte di un esperto informatico, poteva essere l’occasione per il miglioramento delle difese digitali, oggi, una nuova categoria di criminali informatici individua e colpisce i propri bersagli senza lasciare traccia.

La costante diffusione delle cosiddette tecnologie Web 2.0 e l’aumento dei servizi informatici erogati ai cittadini attraverso Internet accresce, inoltre, il “valore” delle informazioni contenute negli archivi e nei sistemi informatici gestiti dalle PA. Pertanto, il traffico di dati su Internet, diventa sempre più appetibile agli occhi dei malintenzionati.

La difficoltà per il legislatore sta proprio nel riuscire a proteggere la “cittadinanza digitale” senza fare passi indietro e cioè evitando che gli stessi mezzi informatici, che hanno liberato la popolazione dalla burocrazia, possano diventare un ostacolo alla fruizione dei servizi, a causa del complicarsi dei sistemi di sicurezza digitali.

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