Malware, cercare contenuti gratis aumenta rischio

di Lorenzo Gennari

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Utilizzare le parole chiave "gratis" o "free" per le proprie ricerche su Internet aumenta il rischio d'imbattersi in un sito trappola o di scaricare malware. Lo dice l'ultimo rapporto McAfee su musica e film digitali

McAfee, azienda californiana che si occupa di sicurezza informatica, recentemente acquisita dal produttore di microprocessori Intel, ha diramato il suo ultimo rapporto sulla sicurezza informatica legato ai contenuti audio video digitali.

Nel documento, intitolato “Digital music & movies report: the true cost of free entertainment” (Musica e film in formato digitale: il vero costo dell’intrattenimento gratuito), gli esperti affermano che l’elemento che fa aumentare vertiginosamente i rischi di infezione quando si cercano contenuti di intrattenimento online è proprio il termine “free” (il corrispettivo in italiano è “gratis”): usando questa chiave aumentano fino a due o tre volte le possibilità di arrivare a siti web creati ad arte dai criminali informatici.

La tendenza, dapprima concentrata sui contenuti a carattere pornografico, si è allargata anche a quelli che consentono di scaricare illegalmente musica e film. Un fenomeno che non risparmia video di show televisivi ed eventi sportivi, spesso ritenuti sicuri.

Ad esempio, cercare “suonerie gratis” rispetto al semplice “suonerie” aumenta la possibilità di incappare in malware addirittura del 300 per cento. Rischi che aumentano, nelle ricerche di brani musicali, se si aggiunge anche il termine “mp3”. Fra il 2009 e il 2010 McAfee ha riscontrato un aumento del 40% nel numero di siti web che offrono file mp3 infetti.

La maggior parte dei rischi (59 per cento) deriva ancora dalla pornografia online, ma sono aumentate le minacce associate ad altri siti che pubblicizzano download gratis di diversi contenuti: si va dai classici film in anteprima (cioè che sono ancora nelle sale cinematografiche) alle serie tv, dalle partite di calcio agli eventi musicali. Il 12 per cento dei siti che distribuisce contenuti non autorizzati “regala” all’utente anche software indesiderato che compromette il funzionamento del proprio sistema o la privacy dell’utente, il 7 per cento ha “connessioni” con vere e proprie organizzazioni criminali. Secondo il rapporto sono inoltre in ascesa le minacce associate a banner pubblicitari e a link pubblicati su forum o pagine di fan.

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