Scuola, il mercato dei compiti online

di Lorenzo Gennari

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In un liceo di Padova, i compiti già svolti, da copiare durante le prove in classe, venivano venduti a 5 euro per puntare alla sufficienza. Online le fonti di temi e traduzioni, su Facebook i metodi migliori per copiare

Il mercatino dei compiti già svolti, allestito online e tramite il passaparola in un liceo di Padova, è stato scoperto da alcuni insegnanti insospettiti dalla prassi riscontrata all’inizio di ogni prova in classe. Le materie più colpite erano l’italiano per i temi, il greco e il latino per le versioni e le lingue per le traduzioni.

L’attività aveva preso piede anche grazie alla pubblicazione su Facebook del meccanismo di compravendita che però diventava, in questo modo, di pubblico dominio. Il sistema escogitato dagli studenti prevedeva che, una volta conosciuto il contenuto del compito in classe, si chiedesse di uscire per andare in bagno, ma con l’intento segreto di incontrarsi clandestinamente con altri studenti di classi superiori, in attesa fuori dall’aula.

Dopo la consegna delle tracce o dei testi da tradurre, bastava attendere pochi minuti per ritrovarsi consegnato, spesso tramite cellulare, il compito eseguito a regola d’arte.

Che Internet fosse la fonte primaria per temi, traduzioni, versioni di latino e di greco già pronte è arcinoto, ma il caso del liceo di Padova ha portato a galla un fenomeno molto diffuso su Facebook: ovvero quello di pubblicare foto e video “didattici” dei metodi infallibili per copiare i compiti in classe.

In effetti il Social network brulica di iniziative degli studenti che però, nella maggior parte dei casi, vogliono semplicemente ricordare momenti d’ilarità vissuti in classe, come ad esempio il classico “stupidario” dei professori (di cui esiste sempre l’analoga versione degli allievi), in passato agenda cartacea ora pagina digitale e interattiva.

Discorso a parte meritano i gruppi “Copiare nei compiti in classe” o il più generico “Copiare i compiti” che, nell’intento di addentrarsi nei meandri delle trovate geniali dei ragazzi per nascondere bigliettini, riassunti, fotocopie miniaturizzate, tra la cancelleria o nelle parti più inaccessibili del proprio abbigliamento, finiscono con l’essere una miniera di informazioni da cui trarre ispirazione per gli studenti, ma un manuale di autodifesa anche per i professori.

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