Università, presto anagrafe online dei prof

di Lorenzo Gennari

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Nominativi, elenco delle pubblicazioni e altre attività svolte presso gli atenei. Sarà divisa in queste tre sezioni l'Anagrafe nazionale dei professori che il ministero dell'Istruzione si accinge a varare con un decreto ad hoc

Il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ha pronto un decreto che prevede l’istituzione dell’ANPRePs ovvero l’Anagrafe nazionale online dei professori ordinari e associati e dei ricercatori, contenente per ciascun soggetto l?elenco delle Pubblicazioni Scientifiche prodotte.

Per quanto riguarda i criteri di valutazione del carattere scientifico delle pubblicazioni, il ministero rimanda ad un successivo decreto, ma si fissano già alcuni paletti: “i dati contenuti nell’Anagrafe non possono sostituirsi al giudizio di pari sui contenuti delle pubblicazioni o dei progetti di ricerca, né possono essere esaustivi o sostitutivi dei parametri, da utilizzare nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori o, in prospettiva, dei professori”.

In sostanza l’Anagrafe conterrà soltanto elementi di informazione utili a individuare standard minimi al di sotto dei quali non dovrebbe essere possibile identificare una pubblicazione come avente carattere scientifico. Intanto dovranno essere predisposte tre sezioni dove raggruppare i professori per nome, per pubblicazione e per altre attività svolte (didattiche, organizzative, istituzionali).

Negli otto articoli di bozza del Decreto ministeriale si prevede che l’ANPRePs faccia innanzitutto riferimento alle banche dati già costituite presso il ministero che dunque confluiranno nell’ANPRePs.

Inoltre le informazioni contenute nell’Anagrafe dovranno essere utilizzate per l’attribuzione, da parte dell’autorità accademica, degli scatti biennali alla propria docenza e per individuare i soggetti che potranno partecipare alle commissioni di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori.

Infine l’ANPRePs metterà a punto degli indicatori di produttività delle attività di ricerca a livello di ateneo da adoperare come criterio di ripartizione delle risorse, sia per valutare la qualità di chi propone progetti di ricerca, sia per consentire l’utilizzo trasparente di parametri per il reclutamento dei ricercatori.

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