Digitale terrestre, i videoregistratori dimenticati dal ministero

di Lorenzo Gennari

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Lo switch off delle trasmissioni analogiche su tutto il territorio italiano, previsto per la fine del 2012, si scontra ora con il problema dei vecchi videoregistratori che hanno bisogno anch'essi di un decoder

Il legislatore che ha mandato “fuori legge” la tv senza decoder digitale incorporato si è letteralmente dimenticato del fatto che i videoregistratori presenti nella maggior parte delle case italiane, dopo lo switch off non sono più in grado di registrare le trasmissioni tv con la semplicità di una volta.

Qualora, aguzzato l’ingegno, il consumatore fosse riuscito ad aggirare il problema utilizzando diversi espedienti, registrare un programma e nel frattempo vederne un altro sarebbe comunque impossibile.

Una pratica a cui sono abituati quasi tutti i possessori di dispositivi di videoregistrazione casalinghi, ma che è stata inspiegabilmente trascurata dal ministero delle comunicazioni e dalla maggior parte dei mezzi di stampa generalisti.

Gli utenti hanno spesso scoperto il problema a switch off avvenuto e, alcuni, hanno optato per l’aggiunta di un decoder a monte del vecchio videoregistratore, dopo quella già fatta sulla vecchia tv. Questo significa avere 4 telecomandi per due soli dispositivi (uno per la tv, uno per il primo decoder, uno per il videoregistratore, uno per il secondo decoder). Le complicazioni non finiscono qui poiché, oltre al problema logistico dei due box in più (anche se esistono alcuni zapper molto poco ingombranti), ci sono cavi e collegamenti che si moltiplicano.

Per non parlare della difficoltà che potrebbe avere una persona anziana che dovrebbe puntare l’ora di registrazione sul videoregistratore, il canale da registrare sul rispettivo decoder, quindi accendere la tv e fare zapping con l’altro decoder.

Il rinnovo dell’accoppiata tv-videoregistratore, acquistando dispositivi digitali che integrino entrambi un decoder, sarebbe ovviamente la soluzione migliore, ma probabilmente la più costosa. Intanto, nell’opuscolo inviato alle famiglie, ad esempio dalla Regione Lazio, non v’è analisi né traccia del problema.

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