Furto d’identità online, riguarda il 9 per cento degli italiani

di Lorenzo Gennari

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Da un sondaggio condotto online da YouGov per conto di VeriSign Inc. risulta che il 9% degli utenti italiani è stato vittima di un furto di identità virtuale negli ultimi dodici mesi

Il programma VeriSign Italian Fraud Barometer, che prevede due rilevazioni l’anno sullo stato delle frodi in Italia, ha evidenziato, attraverso i sondaggi online di YouGov Plc, che il 9% dei navigatori italiani sono stati vittima di un furto di identità virtuale nell’arco dell’anno.

Dall’analisi dei dati è emerso inoltre che l’appropriazione indebita delle informazioni personali ha portato a frodi per 353 Euro pro capite, valore che per circa la metà dei casi non è stato possibile recuperare.

Eppure, rivela sempre il sondaggio, gli utenti italiani del Web risultano essere in generale coscienziosi quando si tratta di effettuare acquisti online. L’80% dei partecipanti ha dichiarato di acquistare solo da siti che utilizzano una configurazione di sicurezza avanzata, con il 7% di uomini in più rispetto alle donne che affermano di verificare la sicurezza del sito prima di procedere ad un acquisto online.

I più colpiti sono gli uomini con meno di 34 anni, mentre quelli sopra i 55 anni sono i meno soggetti a frode (solo il 6%). In generale però le donne risultano le vittime preferite per il furto d’identità e il target che registra maggior successo per le frodi.

Il gruppo di persone con età compresa tra 25 e 34 anni è il più cauto: l’86% afferma, infatti, di non acquistare da un sito Web se non sono presenti funzionalità di sicurezza avanzata.

I suggerimenti di Verisign per non incappare in possibili furti d’identità, consultabili online all’indirizzo trustthetick.com, sono in realtà norme importanti anche per proteggere la propria privacy e vanno dall’utilizzo di un firewall per l’accesso ad aree del computer in uso dove sono archiviati dati personali al classico monito per l’installazione di un buon software antivirus.

Ci sono poi una serie di avvertenze di difficile attuazione e cioè quella di non rimanere connessi a Internet quando non è necessario essere online o quella di creare una password per accedere a qualsiasi informazione.

Per non parlare delle classiche regole disattese quotidianamente sia negli uffici che in ambito domestico come il mantenimento della segretezza delle password, la scelta di una combinazione di caratteri di non facile intuizione e l’alta frequenza di cambiamento delle password stesse.

Le cifre di YouGov Plc, che ha intervistato 1000 adulti italiani tra il 12 e il 18 febbraio 2010, confermano un’elevata attenzione durante gli acquisti online, che spinge gli utenti addirittura a non completare le transazioni online qualora non ci siano tutte le garanzie di sicurezza, ma al tempo stesso da parte dell’italiano medio c’è una scarsa propensione ad adottare tutti i presidi possibili per i propri dati conservati sui pc utilizzati.

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