A Milano, Brunetta e Moratti al call center

di Lorenzo Gennari

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Ieri, il ministro per l'Innovazione e la PA Renato Brunetta e il sindaco di Milano Letizia Moratti hanno fatto visita al call center "020202" del capoluogo lombardo

Con indosso microfono e cuffie, seduto davanti ad un terminale del call center “020202“, Renato Brunetta, ministro dell’Innovazione e della Pubblica Amministrazione, si è calato ieri nella parte dell’operatore telefonico del servizio dedicato ai cittadini milanesi.

La visita, dopo una parentesi scherzosa in cui il ministro ha preso in carico una telefonata di una signora di 93 anni, è proseguita con uno scambio di battute con i lavoratori.

Insieme a Renato Brunetta, erano presenti il sindaco di Milano Letizia Moratti e l’assessore ai Servizi Pubblici Stefano Pillitteri. «Questa è la nuova generazione dei dipendenti della pubblica amministrazione – ha dichiarato Brunetta – non più semplici funzionari, ma amici dei cittadini».

Poi una promessa: «Ci sarà sempre più internet nella pubblica amministrazione. Così che i funzionari possano consigliare gli utenti nel miglior modo possibile».

Dopo un accenno del primo cittadino del capoluogo lombardo e dello stesso Brunetta alla futura disponibilità della posta elettronica certificata per tutti i cittadini, la visita si è chiusa con gli auguri di buon lavoro del ministro e la constatazione dell’alto gradimento del servizio dello 020202, valutato in maniera soddisfacente da 5200 persone contro 271 che ne danno un giudizio negativo.

Da Milano il ministro si è poi spostato a Cernobbio per il Forum “Meridiano Sanita”, dove c’è stata l’occasione per pronunciarsi sul congelamento dei fondi per la banda larga. «C’e’ stato un impegno del Cipe su specifica richiesta del ministro Scajola perchè gli 800 milioni previsti per l’abbattimento del digital divide vengano presi in considerazione dal Cipe, anche per tranche, fin dalla prossima riunione, in modo tale che i 33.000 cantieri e i 60.000 posti di lavoro previsti dal piano banda larga possano partire già nel 2010: siamo fiduciosi».

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