Internet Eyes, pagati per fare i guardoni

di Lorenzo Gennari

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Un imprenditore britannico ha lanciato "Internet Eyes", un sito da cui gli utenti internet possono monitorare le tante videocamere a circuito chiuso sparse nelle città inglesi

Il prossimo mese Stratford-upon-Avon diventerà la prima città a pagare gli utenti Internet affinché guardino i video ripresi dalle sue videocamere.

L’idea, lanciata dall’imprenditore Tony Morgan, è quella di mandare online lo streaming video delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) utilizzate per la sorveglianza di banche, uffici, alberghi o altro, al fine di prevenire i crimini. Ad osservare le riprese, pronti a registrare fatti sospetti, saranno normali cittadini che verranno coinvolti in una specie di “gioco a premi” che mette in palio 1000 sterline per chi avrà aiutato a scovare più delinquenti, alla fine di ogni mese.

Attraverso il sito Internet Eyes, che fa da portale per l’accesso alle telecamere collegate al progetto, ogni cittadino potrà iscriversi per monitorare online e in tempo reale al massimo quattro postazioni video.

Una volta parte del progetto, non si dovrà fare altro che inviare il fermo immagine al proprietario dell’impianto di videosorveglianza, qualora venissero notati movimenti sospetti. In funzione delle segnalazioni risultate poi utili alle autorità, l’utente accumulerà dei punti, che potrebbero poi trasformarsi in denaro.

Oltre ai filmati, il sito includerà anche una fotogallery con le immagini dei malviventi, i crimini da loro commessi e il profilo dell’utente che ha
contribuito alla cattura.

Immediate le polemiche da parte delle associazioni per la tutela della Privacy e per la difesa dei diritti civili. Charles Farrier, presidente del comitato “No CCTV“, ha subito commentato: “Potrebbero anche verificarsi episodi di abuso dei diritti civili. Cosa succederebbe se un razzista decidesse di mandare un allarme ogni volta che una persona di colore compare sullo schermo?”.

Secondo James Woodward, capo della squadra tecnica di Internet Eyes, sono state prese misure di sicurezza più che sufficienti: dopo tre falsi allarmi, il “giocatore” in questione sarà eliminato, mentre la disposizione delle telecamere resterà segreta.

Al programma ? fa notare invece Tony Morgan – possono partecipare (previo pagamento di una commissione) privati, aziende ma anche autorità locali e polizia.