Microsoft: Internet, si naviga solo su sei siti

di Lorenzo Gennari

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Microsoft ha ingaggiato una società di ricerca per capire meglio come gli europei si muovono su Internet. Il 99,9 per cento della rete resta pressochè inesplorata. In Italia il navigatore medio clicca su appena sei tra i suoi siti preferiti

I siti esistenti sono circa 230 milioni (ma aumentano ogni pochi secondi). Davanti a tanta scelta il navigatore comune sembra proprio aver paura perchè finisce, nella maggior parte dei casi, per rifugiarsi in pochi, conosciuti siti web. A dirlo è Survey Shack, una società di ricerca britannica ingaggiata da Microsoft per aver un quadro della distribuzione dei click nell’intera rete mondiale.

Scondo i dati elaborati da Surve Shack, gli utenti europei utilizzerebbero il web prevalentemente per leggere notizie, per interagire con i propri contatti di Facebook, per guardare film, tv o ascoltare e scaricare musica online. In sostanza, la famosa “lunga coda” di contenuti “di nicchia”, quella che rende internet una miniera di informazioni per qualunque interesse di ogni utente, è praticamente sconosciuta alla maggioranza dei navigatori.

Delle seimila persone maggiorenni intervistate, più di mille sono italiane, suddivise fra donne e uomini. I dati che riguardano il nostro paese pesano quindi per poco più di un sesto su quelli europei e mostrano come circa il 62% dei navigatori italiani si limiti a visitare non più di sei siti ogni volta; si tratta per giunta quasi sempre di pagine frequentate abitualmente.

Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e vicepresidente di Assinform, l’associazione per l’information technology di Confindustria non è affatto stupito dei riusltati dell’analisi. Tecnicamente il grafico dei click segue l’andamento di una distribuzione di Gauss dove il valor medio è rappresentato da tre aree di interesse e cioè: l’informazione, i social network e le pagine web dedicate all’intrattenimento. Tre categorie che, anche in termini di traffico, raccolgono da sole la metà circa dei byte scambiati in rete.

«Se Internet è un servizio – ha commentato Liscia – e non più una regione sconosciuta da esplorare, il tempo di navigazione diminuisce e si concentra su obbiettivi precisi. Vale per il mondo concreto, vale anche per quello online. Informarsi, comunicare, divertirsi e comprare sono le attività principali fuori e dentro la Rete. Ecco perché pure sul web si preferiscono sempre più siti importanti, quelli che si conoscono e dei quali ci si fida».

Insomma Google e Facebook come Barilla e Ferrari. «Si dimostra l’aderenza al principio di Pareto anche per Internet: il 20% dei venditori fa l’80% delle vendite – osserva ancora Liscia – In Italia il 73% del nostro e-commerce è nelle mani di appena 20 siti. Eppure nel web è proprio dalle realtà marginali che arrivano sempre le novità di maggior impatto. Quelle che nel giro di qualche anno diventano fenomeni di massa».

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