Ambrogetti: tdt non è affare per soliti noti

di Lorenzo Gennari

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Quarta conferenza annuale sulla Tv digitale terrestre: davanti ad una platea di rappresentanti delle istituzioni, di emittenti televisive nazionali e locali e di giornalisti, Andrea Ambrogetti, presidente Dgtvi, smentisce le insinuazioni

Si concluderà oggi, 21 gennaio, all’Auditorium Parco della musica di Roma la quarta conferenza nazionale sulla Tv digitale terrestre dal titolo “Niente è come prima“. L’evento, organizzata da Dgtvi, l’associazione per la televisione digitale terrestre in Italia è iniziato ieri e ha visto la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel passaggio alla nuova tecnica di distribuzione del segnale televisivo.

Le sessioni di lavoro che si sono svolte finora hanno affrontato tutti gli aspetti di innovazione che compongono sia i nuovi processi industriali sia la creazione di contenuti. A queste innovazioni corrispondono però diversi aspetti politici d’interesse nazionale, da non sottovalutare.

Sono stati in molti a sollevare dubbi sull’oppotunità del passaggio al digitale considerando costi e disagi da sopportare in questa fase di transizione. «Ora abbiamo la certezza che prima del 2012 (data ultima dello switch off analogico-digitale) tutti gli italiani adotteranno senza traumi la nuova tecnologia. L’esempio della Sardegna parla chiaro e ci insegna come rispondere ai tanti dubbi sul digitale terrestre», sono state queste le parole rassicuranti di Andrea Ambrogetti, presidente dell’associazione Dgtvi, che ha voluto poi specificare: «Il 75 per cento della popolazioni non ha avuto problemi, il restante 25 per cento li ha comunque superati in modo agevole al di là di qualche limitato e fisiologico problema».

«Abbiamo inoltre liberato la tdt dalle polemiche politiche. Una tecnologia, si è detto, pro o contro Mediaset. Finalmente le coalizioni in campo hanno trovato un punto d’accordo proprio sul digitale terrestre sgombrando il campo da un dibattito falso e parecchio provinciale», ha ancora aggiunto.

Ambrogetti ha voluto «sfatare luoghi comuni e smentire insinuazioni», soprattutto quella che racconta di un digitale terrestre «affare per i soliti noti». «Ci si dimentica di quanti nuovi player siano entrati. Il nostro è uno dei sistemi più aperti d’Europa. In Italia c’è soltanto una sana competizione. Nessuna contrapposizione poi tra “vecchia” e “nuova” tv. La vecchia tv si trasforma semplicemente nella nuova. Il digitale terrestre – ha concluso il presidente Dgtvi, sottolineando anche l’importanza di risorse stanziate dallo Stato – è la porta principale d’ingresso nella tv. Una tv di tutti e per tutti, al di là di ogni equivoco».