Presentato a Roma il codice delle energie rinnovabili

di Lorenzo Gennari

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Presentato oggi il primo codice delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica: circa 2mila pagine, 259 norme europee, nazionali e regionali. Troppe, secondo l'Enel

Sono 1910 pagine e raccolgono 84 leggi nazionali e comunitarie, 27 delibere dell?Autorità per l’energia elettrica e il gas, 21 sentenze (dalla Corte Costituzionale al Consiglio di Stato ai TAR regionali), 7 circolari e risoluzioni, 120 leggi regionali.

Il volume delle Edizioni Ambiente è stato presentato oggi a Roma dal presidente Piero Gnudi e dall’amministratore delegato e direttore generale dell?Enel Fulvio Conti. Erano presenti il ministro per i rapporti con le regioni Raffaele Fitto e alcuni tra gl esponenti politici maggiormente impegnati sul fronte ambientale oltre alle autorità di regolamentazione del settore.

Si tratta di uno strumento completo e sistematico a supporto degli operatori pubblici e privati che affrontano il complesso scenario delle norme in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica. È proprio Sergio Garribba, Consigliere per le politiche dell?energia del Ministero dello Sviluppo Economico ad affermare che «il codice rappresenta un’azione dovuta alle imprese, ai cittadini, alle amministrazioni interessate ed è utile sotto un duplice profilo. Da un lato propone agli operatori e ai soggetti interessati la normativa esistente secondo un’impostazione strutturata che ne facilita l’accesso, la lettura e l’interpretazione. Dall’altro lato pone in evidenza difficoltà, incoerenze e lacune che devono essere eliminate e corrette».

Il ministro Raffaele Fitto ha aggiunto: «Gli ambiziosi traguardi che l’Europa ci pone in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell?efficienza energetica, possono essere raggiunti dall?Italia solo se riusciremo a unificare i processi autorizzativi e i sistemi di incentivazione, attraverso un tavolo Stato-Regioni che eviti sovrapposizioni e ritardi non più accettabili e certamente non compatibili con la rilevanza delle risorse economiche necessarie alla realizzazione di tale sforzo».

«In un contesto caratterizzato dai già onerosi ed ambiziosi impegni legati al piano “20-20-20” dell’Europa, gli impedimenti amministrativi, la complessità normativa e la frammentazione delle responsabilità – ha commentato Fulvio Conti – rappresentano un aggravio di costo ed un ostacolo alla realizzazione degli investimenti infrastrutturali di cui il Paese ha bisogno, in particolare anche nel settore delle rinnovabili.

La realizzazione delle infrastrutture, anche nel settore delle rinnovabili, incontra nel nostro Paese numerose difficoltà, sia per forme di opposizione riconducibili alla cosiddetta sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) sia a causa di numerose inefficienze amministrative, che rendono i processi autorizzativi eccessivamente lunghi, farraginosi e dai tempi incerti. «L’augurio ? ha concluso Conti – è che la prossima edizione del codice, grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni e i soggetti responsabili, diventi uno strumento maggiormente agile e fruibile per dare impulso agli investimenti di cui il nostro Paese ha bisogno».